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Il dato è tratto. Regno Unito fuori dall’Unione Europea

img-_innerArtFb-_UkipLondra- Il Regno Unito ha deciso. Fuori dall’Unione Europea.

Dopo un testa a testa ferrato protattosi per tutto il corso della notte, il fronte Leave ha avuto la meglio. 

Tutti pronti quindi per il ‘leap in the dark’, il salto nel buio più oscuro di sempre che potrebbe tenere il Regno Unito lontano dalla luce, almeno per un po’.

Oggi il Regno Unito pone le basi per riscrivere la sua storia. Una storia che riparte dall’orgoglio di un popolo che crede profondamente nelle potenzialità del proprio Paese e che oggi si assume la responsabilità dell’incertezza del futuro che li attende.

L’Isola Britannica aderì al CE il 1 gennaio del 1973, ben 20 anni dopo la sua costituzione. Oggi, dopo 43 anni di trade-union con i suoi vicini europei si tira indietro con l’obiettivo di potersi autogestire e ristabilire in via del tutto autonoma i suoi rapporti con l’esterno.

E lo fa con totale naturelezza, sventolando bandierine rosso- blu davanti al palazzo di Westminster con una spensiaretezza che manifesta l’assoluta inconsapovelezza delle conseguenze che si prevedono.

Svanisce il sogno Londra per i tanti italiani e non solo. Il voto di oggi ha infatti  stroncato le ambizioni di quanti speravano in un futuro migliore o semplicemente in un’esperienza formativa oltremanica. Una risorsa di cui l’Inghilterra in primis avrebbe dovuto fare tesoro avendo tra l’altro contribuito non poco al suo sviluppo.

Quanto c’è di guadagnato, quindi, in questa decisione soprattutto se a prenderla sono stati principalmente i cittadini inglesi più anziani?

La più penalizzata dall’esito del referendum sarà sicuramente Londra, fino ad oggi punto di riferimento dell’economia europea. E i cittadini ne sono assolutamente consapevoli. A poche ore dal risultato, infatti, il sindaco della città, Sadiq Khan, ha già ricevuto diverse richieste  per un distacco della città dal resto del Regno Unito e per la costituzione di una Città-Stato indipendente.

La capitale britannica ha,infatti, risposto al referendum in maniera del tutto diversa rispetto al risultato conclusivo. Secondo i dati, infatti, il sostenitori del ‘Remain’ hanno prevalso sugli anti-UE con una percentuale del 59,1%.

Intanto il Parlamento Britannico si prepara alla ratifica della volontà del popolo e ad ufficializzare l’uscita che comunque avrà nel 23 giugno la sua data storica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Scritto da su 24 giugno 2016. Archiviato in Attualità, Economia, In Evidenza, Politica, Primo Piano. Puoi seguire le risposte a questo articolo tramite RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

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