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Sala e Milano mettono nel mirino i capitali in fuga da Londra, ma sarà dura

sala e khanLa missione (quasi) impossibile di Beppe Sala ha avuto inizio. Primo atto la visita del neo sindaco di Milano a Londra, caratterizzata dall’incontro con il Mayor Sadiq Khan e soprattutto il blitz a Canary Warf, il nuovo centro finanziario londinese, coadiuvato dall’ambasciatore italiano Pasquale Terracciano.

Nel mirino c’è la candidatura di Milano come nuova sede di due importanti agenzie: l’Ema, agenzia europea del farmaco, e l’Eba, Authority bancaria europea.

Milano e Londra, città complementari.

Durante la conferenza stampa tenutasi presso One Canada Square, nel suggestivo grattacielo che ospita la sede dell’Eba, Sala si è soffermato sul rapporto intrecciato che avvicina due grandi metropoli della finanza come Londra e Milano.

L’avanzatissima capitale inglese potrebbe fornire importanti spunti per il programma del sindaco che ha giudicato positivamente l’incontro con l’omologo Sadiq Khan: “Ritengo che all’interno del mio programma elettorale ci siano diversi punti di convergenza tra le due città. Abbiamo condiviso le nostre visioni su aspetti importanti come l’evoluzione urbanistica ecosostenibile, sul programma di diffusione del trasporto pubblico con l’obiettivo di portare le metropolitane fuori Milano, puntando sulla rigenerazione delle aree e non sottraendo neanche un metro quadrato al verde”.
Insieme allo sviluppo della mobilità e alla lotta all’inquinamento Sala ha sottolineato due dei grandi pregi di Londra, la multicentricità, dove il concetto di periferia va scomparendo e la presenza di enti all’avanguardia nell’opera di valorizzazione dell’immagine internazionale della città: “Milano vive un momento positivo, il turismo è in crescita del 5-6 % dopo l’Expo. Le presenze nei musei milanesi sono aumentati del 20% rispetto all’anno precedente. C’è un fermento positivo, quello su cui dobbiamo migliorare è la promozione all’estero del valore di Milano. Da questo punto di vista London e partners ha fatto bene, un’istituzione pubblico-privata che fa promozione di investimenti, del sistema educativo, dell’università e del turismo”.

Milano, la città dall’eccellente vivibilità pronta a raccogliere il testimone.

Nella seconda parte dell’incontro con i giornalisti Sala si è invece soffermato sull’altro (vero) motivo che sta alla base della sua visita nella capitale britannica: la sponsorizzazione della candidatura di Milano come nuova sede in caso di ricollocazione post Brexit delle agenzie Eba e Ema.

Per il capoluogo lombardo si presenta l’occasione ghiotta di intercettare nuovi capitali e importanti investitori in fuga dalla London Stock Exchange dopo il referendum. “In questo momento tutte le maggiori città europee guardano con interesse agli effetti della Brexit. È ovvio che io non sono venuto con fini speculativi ma anche per capire realisticamente che opportunità possono esserci per Milano di riposizionarsi all’interno del più importante palcoscenico economico-finanziario europeo. Dal nostro punto di vista possiamo offrire grandi garanzie e stiamo guardando alle due agenzie, Eba ed Ema. Non è ancora chiaro se il trasferimento ci sarà, Milano si candiderà. Inoltre ci sono circa 300mila italiani che vivono a Londra e chissà che il momento positivo di Milano e la Brexit insieme possano indurre molti di questi a far ritorno in patria.”

Il neo sindaco a 360° nell’esaltare la propria città, localizzata favorevolmente rispetto a luoghi di piacere e svago, ricorda gli imminenti miglioramenti del sistema aeroportuale previsti per il 2021 con la tratta di soli 13 minuti che collegherà il centro con Linate.

Un’offerta educativa all’avanguardia che vanta 10 università di caratura internazionale e un’essenziale disponibilità di appartamenti di uffici a prezzi modesti (magari per i Londinesi non certo per gli italiani).

Il biglietto da visita che presenta Sala ai microfoni è di tutto rispetto, immacolato o quasi anche quando viene ricordata al sindaco la notizia degli 11 arresti nella vicenda Dominus Scarl per l’intreccio Cosa Nostra-imprenditoria lombarda, parentesi liquidata con un secco e superficiale “La questione non ha nulla a che fare con Expo”.

La concorrenza è agguerrita, Amsterdam, Francoforte, Stoccolma, Madrid e soprattutto Parigi sono già a lavoro per accaparrarsi la fetta di torta lasciata da Londra.

La risposta di Milano passerà sia da iniziative a livello cittadino che governativo, in particolare molto dipenderà dalle tempistiche: se la decisione della commissione non arrivasse in tempi brevi, l’area Expo (definita attualmente un cantiere aperto dallo stesso sindaco) potrebbe ospitare il nuovo polo finanziario, specie per il mondo delle tecnologie, ed è lì che Sala avrebbe in mentre di far sorgere una Free trade zone, evidente fonte attrattiva di grandi capitali.

Dopo gli incontri con Andrea Enria, presidente Eba, e con Guido Rasi, presidente Ema, Beppe Sala si è detto fiducioso sulla possibilità di trasferimento di entrambe le agenzie. La palla passa ora al governo che potrebbe fornire gli elementi decisivi per arricchire l’offerta internazionale del capoluogo lombardo: “Ritengo che bisogna essere molto rapidi e quello che farò sarà mettere il dossier al più presto nelle mani del governo e continuare a lavorare con l’ambasciata che mi ha assistito per cogliere un’opportunità a cui solo Milano, come città italiana, può ambire”.

La missione è stata avviata, riuscirà Sala a realizzare un’impresa insperata?

Paologiorgio Vinci

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Scritto da su 7 luglio 2016. Archiviato in Attualità, Brexit, Economia, Politica. Puoi seguire le risposte a questo articolo tramite RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

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