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L’Economist fa tremare i lavoratori Ue

sL’uragano Brexit potrebbe travolgere il mercato del lavoro, con conseguenze gravi in particolare per gli europei che da anni svolgono un ruolo chiave nell’economia britannica. I cittadini dell’Ue in questo momento posso trasferirsi senza alcun patema d’animo oltre la Manica, trovare abitazione e lavoro nella terra della Regina con le medesime libertà di cui godono nelle proprie Patrie. Ma il 23 giugno l’Inno alla Gioia ha smesso di suonare nell’Uk del Leave e questa musica che dilettava l’udito dei milioni di migranti europei potrebbe cambiare drasticamente.

Secondo quanto riporta il noto settimanale Economist la riforma delle norme per l’accesso alle professioni potrebbe prevedere l’equiparazione dei cittadini UE agli extracomunitari: si parlerebbe in questo caso di una mera estensione della regolamentazione attualmente valida per chi non è nato in Europa.

Cosa significherebbe? Un cittadino europeo, valutando questa ipotesi, avrebbe diritto a richiedere un visto di lavoro per un’occupazione che preveda uno stipendio non inferiore alle 20.800 sterline annue, destinate a salire a 30.000 nell’anno successivo. Peccato che nel 2015 gli immigrati UE che hanno percepito una retribuzione superiore a 20 mila sterline annue rappresentino solo una piccola fetta, il 19% in particolare, mentre il resto della torta rischia di andare a male: l’80% con questa regolamentazione non sarebbe in possesso dei requisiti necessari per l’ottenimento di un permesso di lavoro.

Resta un’ipotesi, forse la più probabile, che rappresenterebbe un duro colpo alle libertà dei vecchi fratelli europei, ma anche per l’economia della stessa Corona che nel dark leap deve seriamente valutare quanto possa essere conveniente mettere alla porta una leva importante del mercato lavorativo.

L’Ode to Joy non suona più, nel silenzio dell’incertezza Beethoven aspetta sull’uscio.

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Scritto da su 2 agosto 2016. Archiviato in Attualità, Brexit, Economia, In Evidenza, Job London, Lavoro a Londra, Politica. Puoi seguire le risposte a questo articolo tramite RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

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