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Mezzo secolo di lavoro per garantire il permesso di soggiorno agli europei

burocraziaLa riforma sull’immigrazione annunciata dalla Primo Ministro Teresa May non è così lontana e quei cittadini europei che non hanno ancora fatto richiesta per ottenere il permesso di soggiorno nel Regno Unito, attualmente non necessario per merito di Schengen, lo sanno bene, a tal punto da aver avviato una vera e propria corsa contro il tempo per non perdere i diritti maturati in questi anni.

Intanto l’Osservatorio migrazioni dell’Università di Oxford, analizzando le criticità che potrebbero sorgere a seguito della Brexit ha evidenziato un dato sconvolgente:  secondo quanto dichiarato dal direttore dell’Osservatorio, Madeleine Sumption al Guardian, se tutti i cittadini UE residenti nel territorio della Regina, approfittando della legislazione favorevole, richiedessero quest’anno il permesso di soggiorno permanente, per espletare tutte le pratiche, ci vorrebbe un equivalente di ore di lavoro pari a quasi un secolo e mezzo.

Attualmente gli europei che hanno vissuto ininterrottamente per almeno cinque anni in UK ammontano alla modica cifra di 3 milioni di persone, un numero esorbitante che neanche l’efficientissima macchina burocratica britannica sarebbe in grado di sopportare.

Un nuovo spauracchio di cui dovrà tenere conto la neo Primo Ministro nell’attesa che venga portata al termine una separazione che diventa ogni giorno sempre più travagliata.

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Scritto da su 4 agosto 2016. Archiviato in Attualità, Brexit, In Evidenza, Primo Piano. Puoi seguire le risposte a questo articolo tramite RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

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