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Infradito e Stivali da Moschettiere: Caroline Vreeland Rivoluziona la Moda con la sua Capsule!

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Di Federico D'Angelo

Una capsule con infradito e stivali da moschettiere, Caroline Vreeland fa sentire la sua voce nella moda

La scena fashionista accoglie con entusiasmo la nuova “musica” della capsule collection di Caroline Vreeland, cantante e pronipote della leggendaria Diana Vreeland, ex direttrice di Vogue America e icona di stile. La distintiva “voce” di Caroline è ora impressa in una linea di calzature realizzate per The Saddler, una prestigiosa azienda parmense che collabora con Sebastian e Andrea Pfister. Il marchio aristocratico, noto come Ritz Saddler, fu istituito da Giorgio Faccioli nel 1946 e aprì una boutique a Cortina nel 1964. In questa località montana, insieme al Conte Nuvoletti, organizzò uno storico fashion show con brand del calibro di Max Mara, Mila Schön, Missoni e Pucci nel 1969. Successivamente, The Saddler approdò a Milano con due vetrine in via Manzoni che divennero leggendarie, offrendo tra l’altro prodotti equestri, accessori di Louis Vuitton – prima che il brand francese aprisse una sua boutique esclusiva – e i celebri mini slip da uomo Eminence, mentre erano in voga le ampie mutande alla Fantozzi.

The Saddler non è una novità nel mondo delle collaborazioni di alto profilo. In passato ha goduto della consulenza di Marisa Berenson, attrice e modella, nipote della stilista Elsa Schiaparelli, un’altra leggenda della moda. Dopo alterne fortune finanziarie, dal inverno del 2021/2022, il marchio è tornato in primo piano con la nuova direzione artistica di Angelica Fagioli, puntando sulla capsule di Caroline Vreeland, al secolo Caroline Olivia Zickerick, di 34 anni, cantautrice e modella teuto-americana. La sua collezione offre un’ampia gamma di calzature, dalle infradito agli audaci stivali sopra il ginocchio con stampa leopardata o lacci intrecciati arricchiti di cristalli, fino ai texani con tacchi moderati e gli stivali equestri in cocco.

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Signora Zickerick, perché ha scelto di adottare il prestigioso cognome Vreeland come nome d’arte, nonostante non sia il suo di nascita? «Quando ho iniziato a interessarmi alla moda, ho pensato che sarei stata folle a non utilizzarlo – spiega Vreeland -. Inoltre, chiunque abbia conosciuto mia bisnonna mi ha sempre parlato del suo amore per la moda e della sua avversione per i pregiudizi e gli standard fissi, valori che ritrovo anche in me stessa». E a proposito di genere? «Le identità non esistono – prosegue la designer, che ha aggiunto i tacchi agli stivali da cowboy -. Ognuno dovrebbe sentirsi a proprio agio con se stesso».

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