“Se adesso scoppiasse una guerra, dopo aver appena superato la crisi del Covid-19, sarebbe come una punizione per un’umanità che non ha imparato nulla.” Queste le parole di Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana. La situazione critica in Ucraina e l’ipotesi di un conflitto a livello globale sono temi caldi di discussione nell’ambito della moda, che ieri ha ripreso le sue attività con la settimana della moda di Milano, in programma fino al 28. Più che preoccupazione, c’è una certa ironia tra le persone: l’idea di un nuovo conflitto armato sembra quasi un’assurdità. Ennio Capasa commenta con un’ironia amara: “Se scoppiasse una guerra, finiremmo per rinchiuderci in casa come durante il lockdown”.
L’ex designer di Costume National, Ennio Capasa, ha concluso la prima giornata dell’evento presentando il suo nuovo brand, Capasa Milano. Il logo è una C racchiusa in un cerchio aperto, che ricorda la “chiocciola” usata nelle email, simbolo della modernità del marchio e delle sue aspirazioni digitali. La sfilata si è tenuta al Teatro degli Arcimboldi, progettato da Vittorio Gregotti di Novara, e si è svolta dietro le quinte, con modelli e modelle preparati a vista di un pubblico curioso. Gli arredi, provenienti dai magazzini degli Arcimboldi, promuovono il concetto di riuso. Sulla passerella di legno grezzo, è stata presentata la collezione numero 0, Before it starts (prima che inizi), caratterizzata da un look sempre più genderless. Per le donne, predominano i tailleur maschili con tagli ristrutturati: pantaloni morbidi e giacche dalle spalle ampie e squadrate. Per gli uomini, giacche con cuciture in vista si alternano a gonne portate sopra i pantaloni, come quelle viste indosso a Mahmood a Sanremo. Grande attenzione alla tecnologia, con blazer tagliati a laser e termosaldati. Notabile la stampa Capasa for Earth con motivi di animali esotici come coccodrilli e rinoceronti, stampata anche su denim giapponese non lavato. “Un avvertimento,” conclude Capasa, “contro l’arroganza umana che ha dominato la natura”.
Gioielli audaci sono stati creati dall’innovativo Gianni De Benedittis. Sulla pelle nuda di un modello, un corpetto fatto di catenine metalliche e perle blu di Tahiti, estratte con metodi sostenibili, evoca dolcemente gli strumenti del sado-masochismo. Applausi calorosi da parte di numerosi fan entusiasti per il ritorno del “loro Ennio”.
500 ricamatrici in Giordania
Nel pomeriggio, l’inaugurazione dell’evento si è tenuta all’ADI, uno dei più grandi musei europei dedicati al design. Durante le giornate delle sfilate, questa struttura fungerà da hub per la Camera Nazionale della Moda, dove saranno esposti progetti ambientalisti come Designer for the Planet, con 5 marchi impegnati nella sostenibilità. Accanto, la mostra collettiva We are Made in Italy mette in luce 5 designer emergenti. Designer for Ethical Fashion è dedicata al sostegno delle donne in condizioni di svantaggio: vittime di violenza e migranti. Tra gli espositori, SEP, un atelier che opera nel campo dei rifugiati a Jerash in Giordania, evidenzia il lavoro di 500 ricamatrici. Il collettivo ARA LUMIERE presenta lavori a supporto delle donne vittime di attacchi con l’acido.
Oggi Diesel, Fendi, Ferretti e Cavalli
Molti gli eventi collaterali programmati. Tra questi, l’installazione del consorzio Cuoio di Toscana che ha presentato il suo brand-acronimo CDT al Grand Hotel et de Milan. Protagoniste le borse a canestro, naturalmente in cuoio intrecciato, con anima in juta. Durante l’evento, la cantante Noemi ha offerto agli ospiti un’esibizione dal vivo al pianoforte. Oggi la manifestazione entra nel vivo con una serie di sfilate in presenza: Diesel, Fendi, Alberta Ferretti e N°21. La serata si chiuderà con Roberto Cavalli by Fausto Puglisi. L’invito allo show è una rosa nera. Resta da vedere come si manifesterà sulla passerella.
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