Nessuna esposizione aperta del corpo, eliminazione del catafalco, e la possibilità di una sepoltura fuori dal Vaticano. Papa Francesco aveva già espresso il desiderio di essere seppellito nella basilica di Santa Maria Maggiore.
Papa Francesco ha confermato le modifiche ai riti funebri pontifici con l’approvazione di un nuovo libro liturgico che prevede cerimonie più essenziali rispetto al passato. Il maestro delle celebrazioni papali, monsignor Diego Ravelli, spiega all’Osservatore Romano che le nuove norme sottolineano come i funerali del Papa non celebrino un sovrano terreno, ma un pastore e discepolo di Cristo.
Funerali più essenziali
Già dopo i funerali di Papa Benedetto XVI, Francesco aveva manifestato il desiderio di semplificare le celebrazioni funebri future, incluso il proprio rito funebre, optando per una sepoltura nella basilica di Santa Maria Maggiore anziché in Vaticano.
Il nuovo libro liturgico
Il quotidiano vaticano riporta che l’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha curato l’elaborazione e la pubblicazione della seconda edizione dell’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis, approvata da Papa Francesco il 29 aprile 2024. La nuova edizione include cambiamenti significativi come la verifica della morte nella cappella privata anziché nella camera, la posa immediata del corpo nella bara, e l’esposizione del corpo del Papa direttamente nella bara aperta, eliminando l’uso delle tre bare tradizionali. Il libro è una revisione dell’edizione precedente approvata nel 1998 da san Giovanni Paolo II, usata per le sue esequie nel 2005 e adattata per quelle di Benedetto XVI nel 2023. “Una revisione era necessaria per adeguare alcuni riti in modo che riflettessero più chiaramente la fede nella resurrezione di Cristo e l’immagine del Papa come pastore piuttosto che come potente”, ha spiegato monsignor Ravelli.
Modifiche alla cerimonia
Le novità includono la verifica della morte nella cappella privata e l’immediata deposizione del corpo nella bara, eliminando la prima traslazione nel Palazzo Apostolico. Altri dettagli sono stati chiariti e modificati, come la chiusura della bara la sera prima della Messa esequiale. La “seconda stazione” nella Basilica Vaticana prevede un’unica traslazione in San Pietro, la chiusura della bara e la Messa esequiale, con il corpo esposto direttamente nella bara senza l’uso del tradizionale catafalco. Infine, la “terza stazione” del rito include il trasporto del feretro al luogo di sepoltura, semplificando il processo con l’eliminazione delle bare multiple. È stata anche introdotta la possibilità di una sepoltura in un luogo diverso dalla Basilica Vaticana.
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Elio Ferri, appassionato di attualità e dotato di un acuto senso dell’analisi, vi informa con chiarezza sugli eventi che plasmano il mondo e l’Italia.
