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Cannes: Scopri perché Martone è stato “punito” e rimasto senza premi!

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Di Giulia Moretti

Cannes, perché è stato «punito» Martone, rimasto senza premi

Opere premiate che esplorano la realtà tangibile, siano essi drammi familiari, destini politici o decisioni di vita.

Indubbiamente, la Palma d’oro del 2025 non avrebbe potuto essere assegnata ad altri. Anche se film come «Fuori» di Mario Martone (che ha risentito della scelta di un personaggio singolare e meno noto come Goliarda Sapienza) hanno commosso, nessun altro ha saputo offrire al concorso un’intensità di suggestione paragonabile a quella di «Un simple accident», che ha coniugato potenza espressiva e contenuto politico, memoria (la sedia vuota del giurato Jafar Panahi, allora in prigione) e speranza.

E cosa avrà pensato il vincitore quando, all’annuncio di Juliette Binoche, ha tardato qualche istante a unirsi all’esultanza del suo team, con cui poi è salito sul palco? Forse alla gioia per il prestigioso riconoscimento oppure a ciò che lo aspetta in Iran, dove intende decisamente ritornare?

Comunque sia, i giurati di quest’anno, che apparentemente hanno avuto discussioni accese nel decidere di dividere il premio della giuria tra due film così differenti come «Sirât» e «Sound of Falling», hanno mostrato una predilezione per un «cinema del reale» più che per uno di cinefilia.

Non solo per l’omaggio a Godard (con «Nouvelle Vague» di Linklater), che è rimasto a mani vuote, ma in generale il cinema che ha tentato di riflettere su come raccontare certe storie o aggiornare certi generi — penso a Wes Anderson, Kelly Reichardt, Ari Aster, ma anche a Lynne Ramsay o Julia Ducournau — è stato trascurato (e direi giustamente).

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Solo il cinese Bi Gan ha mantenuto alto il vessillo della sperimentazione.

Per il resto, i doppi riconoscimenti a «O Agente Secreto» (attore e regia), la sceneggiatura dei Dardenne, l’attrice di «La Petite dernière» e il Gran Premio a «Sentimental Value» hanno tutti premiato opere che si confrontano con la realtà concreta, sia che si tratti di drammi familiari, destini politici o scelte di vita.

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