A distanza di un anno dall’omicidio della studentessa, oltre cento eventi tra pubblici e privati portano il suo nome e promuovono la lotta contro la violenza. Il blitz del collettivo Bruciamo tutto all’Università La Sapienza di Roma
Una vecchia foto da bambine e una frase affettuosa di sua sorella Giulia con cuoricini rosa: “Tranqui, sono sempre qui per te”. Elena Cecchettin, tramite Instagram, ricorda con un messaggio di whatsapp la tragica fine di Giulia, ventiduenne originaria di Vigonovo (Venezia), assassinata con 75 coltellate dal suo ex ragazzo Filippo Turetta esattamente un anno fa, l’11 novembre 2023.
L’Università di Padova
Oggi l’Università di Padova ospita un evento in memoria di Giulia Cecchettin, mentre a Vigonovo la melodia di un pianoforte suonato da Paolo Zanarella echeggia nell’aria. A un anno dal tragico evento, mentre si attende il verdetto per Turetta previsto per il 3 dicembre, sono più di cento le iniziative che portano il nome di Giulia e promuovono la lotta contro la violenza di genere. Il volto di Giulia è anche immortalato in vari murales, come quello apparso a Milano che ha ispirato la copertina del libro Cara Giulia, scritto da suo padre Gino Cecchettin.
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La Fondazione Giulia
Giulia Cecchettin è ora il nome di una fondazione che, grazie al supporto di tutti, si dedica alla promozione dell’educazione affettiva nelle scuole e al sostegno di progetti contro la violenza di genere. In soli cinque mesi, il profilo Instagram della fondazione ha raccolto quasi 14mila follower, con un’età media tra i 25 e i 34 anni, e riceve quotidianamente circa 50 messaggi di sostegno o proposte di iniziative. Dall’ultimo marzo, sono state oltre 2mila le email che chiedevano interventi nelle scuole o inviti a eventi dedicati alla memoria della ventiduenne.
Mobilitazione negli atenei, da Genova a Roma
Grande fermento nelle università, come alla Sapienza di Roma e all’Università di Genova. In quest’ultima, questa mattina due studentesse del collettivo Cambiare Rotta si sono incatenate al rettorato per chiedere l’istituzione di un centro antiviolenza, in risposta agli episodi di molestie e ricatti avvenuti nella facoltà di Architettura. Le studentesse hanno dichiarato: “Oggi come membri di Cambiare Rotta ci incateniamo sotto il rettorato in via Balbi 5, perché non possiamo tollerare il silenzio del rettore Delfino e il rifiuto di aprire un centro antiviolenza all’interno dell’università, che dovrebbe essere una misura minima per rendere l’ambiente universitario sicuro per tutte le studentesse e gli studenti”.
Tremila lettere d’affetto per Giulia
Un cortometraggio, centinaia di dediche su tesi di laurea, più di trenta panchine rosse sparse in tutta Italia dedicate a lei. Nessuno ha dimenticato Giulia Cecchettin e la sua storia continua a risuonare: il dolore non si è trasformato in odio, ma in una lotta contro il patriarcato, trasformando un lutto personale in un movimento collettivo. L’ondata di affetto che ha invaso il piccolo comune vicino a Venezia, con fiori, biglietti e peluche, non si è mai fermata dal giorno della sua morte, l’11 novembre del 2023, e sono state inviate più di 3mila lettere alla sua famiglia, residente in via Leonardo da Vinci, dove vivono suo padre Gino e i fratelli Elena e Davide.
Il ricordo sui social
Una ragazza scrive: “Non la conoscevo ma mi ha lasciato l’anima spezzata. Ora lotto con più forza di prima”, mentre una giovane madre esprime il desiderio di educare suo figlio “nel rispetto degli altri”. Alcuni ringraziano una “famiglia incredibile che ha scelto di trasformare il dolore in qualcosa di costruttivo piuttosto che cedere all’odio”, altri sperano “di diventare uomini migliori” e c’è chi si è tatuato sulla pelle il suo disegno: un vaso pieno di fiori colorati e diversi tra loro, “strappati via troppo presto”, ma ancora vivi.
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Elio Ferri, appassionato di attualità e dotato di un acuto senso dell’analisi, vi informa con chiarezza sugli eventi che plasmano il mondo e l’Italia.
