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Lang Lang: Dalla cacciata al successo, “A Pechino senza talento?”

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Di Giulia Moretti

Lang Lang: «Cacciato dal Conservatorio, papà mi punì. A Pechino mi dissero che non avevo talento»

“Piano Book 2”: un nuovo capitolo musicale

Lang Lang non è solamente un virtuoso del pianoforte, ma una vera e propria celebrità nel panorama musicale internazionale. Recentemente ha lanciato il suo ultimo lavoro discografico, intitolato “Piano Book 2”, prodotto dalla Deutsche Grammophon, principalmente indirizzato ai più giovani, ai neofiti del pianoforte e a coloro che vedono nella musica una fonte di gioia.

Un rifugio nella musica durante le difficoltà

C’è stato un momento nella sua gioventù in cui la musica ha rappresentato un conforto?
“Certamente, è accaduto quando ho lasciato Shenyang per studiare al Conservatorio di Pechino. Un mio insegnante mi espulse dalla classe dicendomi che ero privo di talento. Questo mi fece perdere la fiducia e l’interesse per la musica. Anche mio padre contribuì a questo periodo buio, insultandomi e negandomi il cibo, dicendo che ero un fallimento. In quel momento di solitudine, il pianoforte divenne il mio rifugio e mi aiutò a ritrovare la serenità, un’esperienza simile l’ho vissuta anche in Tanzania.”

Che cosa è accaduto in Tanzania?
“In occasione della mia prima visita, in qualità di ambasciatore dell’Unicef, i bambini locali non sapevano chi fossi. Ho iniziato a suonare e loro si sono messi a danzare. È incredibile vedere come la musica possa unire e creare legami duraturi.”

Il formato del CD e l’accesso alla musica classica

Nel CD ci sono solo brani brevi, è cambiata la capacità di ascolto del pubblico?
“Il progetto ha una sua specifica natura e non è tanto la lunghezza a contare. I brani sono capolavori in miniatura. Ad esempio, ‘Traumerei’ di Schumann dura solo tre minuti ma è intensamente espressivo. Oggi, molti giovani si avvicinano alla musica classica attraverso le colonne sonore dei videogiochi piuttosto che nei concerti tradizionali. Per questo motivo ho incluso nel CD una traccia da ‘Black Myth: Wukong’, che richiama una popolare serie televisiva cinese degli anni ’80.”

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La modalità di fruizione della musica classica è cambiata?
“Credo sia fondamentale poter visualizzare la musica. Da bambino, ad esempio, guardavo spesso i cartoni animati di Tom & Jerry che includevano elementi musicali. Oggi tratto ispirazione da immagini di montagne o deserti. A differenza dei cantanti lirici che possono appoggiarsi alle parole, io dispongo solo di note e melodie per costruire il mio universo immaginario.”

Omaggio a due grandi della musica italiana

Ha incluso nel suo album omaggi a due artisti italiani?
“Sì, ho reso omaggio a Ennio Morricone, che purtroppo non ho mai incontrato personalmente ma che ho celebrato con un video dopo il suo Oscar, suonando un pezzo dalla colonna sonora di ‘The Hateful Eight’ di Tarantino. Ho anche omaggiato Ludovico Einaudi, la cui musica è riconoscibile fin dalla prima nota.”

Incontri mancati e nuove scoperte

Conosce Beatrice Venezi?
“No, mi spiace, non ho mai sentito parlare di lei. Chi è?”

Una direttrice d’orchestra recentemente nominata alla Fenice di Venezia, nonostante alcune controversie relative al suo curriculum.
“Non sono a conoscenza di chi sia, ma ora che lo so, magari cercherò qualche suo video. È difficile rimanere aggiornati con un calendario così pieno, a volte sembra che ci vogliano giornate da 48 ore. A maggio, tuttavia, tornerò a suonare a Roma per l’Accademia di Santa Cecilia.”

Un approccio teatrale alla musica

Il suo stile esecutivo è volto a cercare una connessione emotiva con il pubblico?
“Non è una scelta deliberata o calcolata, è semplicemente parte di chi sono. È il mio modo naturale di esprimere la musica.”

L’impegno per la formazione musicale

“La mia energia, quando non sono impegnato con il pianoforte, è dedicata alla mia fondazione, che supporta i giovani. Abbiamo istituito 240 scuole in diversi paesi, tra cui Cina, Stati Uniti e Regno Unito, offrendo lezioni gratuite a bambini di famiglie in difficoltà. Il primo CD del mio progetto, ‘Piano Book 1’, ha raggiunto un miliardo di ascolti in streaming e venduto un milione di copie, un vero successo in questi tempi. Se qualche accademico ha delle riserve, non posso farci molto.”

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Controversie e ammirazioni nel mondo del pianoforte

Perché esistono tensioni con Yuja Wang?
“Mi ha inviato una lettera calorosa in cui afferma di essere stata fraintesa e di non avermi mai paragonato a un artista da circo. Forse, se realmente lo disse, era solo un momento di leggerezza. Nella lettera esprime rispetto e stima nei miei confronti.”

Quali pianisti ammira di più?
“Nel repertorio romantico, che è fondamentale per ogni pianista, ammiro Martha Argerich e Daniel Barenboim. Mi hanno parlato molto bene del giovane sudcoreano Yunchan Lim, che a 18 anni ha vinto il prestigioso concorso Van Cliburn e ora ne ha 21. Sicuramente seguirò la sua carriera.”

Cambiamenti personali e prospettive future

Il successo ha modificato la sua vita?
“Sono consapevole del mio ruolo e dell’influenza che posso avere su molti giovani. La mia vita è stata trasformata dalla nascita di mio figlio Winston, che ha quasi 5 anni e già studia percussioni. Tra qualche anno potrei insegnargli il pianoforte. Ogni volta che posso, cerco di raggiungerlo nelle mie case a Shanghai, Parigi e New York. È lui che guida la mia vita.”

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