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Patty Pravo sul caso Eurovision: Israele ammesso, Russia esclusa e accusa Madonna di strafalcioni

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Di Giulia Moretti

Patty Pravo: «Non capisco perché a Eurovision Israele può esserci e la Russia no. Madonna e il mio brano? Ha fatto gli strafalcioni apposta»

Patty Pravo torna sotto i riflettori: a 77 anni arriva a Sanremo con «Opera», singolo che dà il titolo al nuovo disco in uscita il 6 marzo, e annuncia un tour nei teatri ad aprile. Nel mezzo, scelte stilistiche e tecnologie controverse — dalla copertina realizzata con l’intelligenza artificiale alle riflessioni sul ruolo delle giovani generazioni nella musica.

Settantasette primavere e oltre sessant’anni di carriera: la cantante non nasconde l’intenzione di restare presente nel circuito musicale. Ha scelto Sanremo per tornare al centro dell’attenzione e, subito dopo, porterà il nuovo progetto in quattro musei prima della partenza del tour teatrale l’8 aprile.

Il brano in gara, che dà il nome all’album, nasce da un sogno raccontato dall’assistente Simone Folco e trasformato in canzone da Giovanni Caccamo: un pezzo che celebra l’idea dell’unicità, «siamo tutti delle opere d’arte», sintetizza l’artista. Per Patty il messaggio è semplice e diretto: i giovani devono riscoprire la bellezza, e la musica può essere una guida.

La copertina del disco è stata realizzata anche con il contributo dell’AI. A riguardo la cantante si dice affascinata dall’uso creativo di queste tecnologie — «mi sento splendida», confessa — ma mette in guardia sul lato oscuro: dall’uso per finalità artistiche alla diffusione di fake news, che resta una criticità.

Tra palco e memoria

Il palco è ancora il suo elemento naturale: «Se sono qui, è perché amo cantare», osserva, annunciando la tournée nei teatri. Sanremo non è una novità per lei: si tratta della sua undicesima partecipazione al festival. Il ricordo del debutto nel 1970 con Little Tony è vivido — dal teatro del casinò alle emozioni di una serata che la vide trionfare nella prima manche — e resta saldo il rimando a un’epoca in cui la scena musicale italiana cambiava pelle.

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Non tutti i ritorni sono stati memorabili: sulla sua ultima partecipazione, nel 2019 con Briga, ammette che il pezzo non l’ha convinta del tutto. Ma la relazione con il festival è fatta anche di aneddoti più leggeri: ricorda con humour quando Romina Power, per stemperare la tensione, toccò la sua lunghissima acconciatura — ancora una volta, la dimensione spettacolare del palco emerge più del risultato sportivo.

Omaggi e relazioni artistiche

Tra i momenti previsti a Sanremo c’è la serata delle cover: Patty interpreterà «Ti lascio una canzone» accompagnata dal primo ballerino del Teatro alla Scala Timofej Andrijashenko, in un omaggio affettuoso a Ornella Vanoni. Parla con affetto di Vanoni — «una presenza costante» — e della loro frequentazione fatta di telefonate e abbracci, che ora le manca.

Nel corso della carriera è stata definita spesso musa: ha lavorato con autori e artisti di spicco come Leo Ferré, Franco Battiato, Vasco Rossi, Ivano Fossati e Fabrizio De André, e ha ispirato anche pittori come Mario Schifano e Tano Festa. Di Vasco, dice, si è sentita compresa come pochi altri.

  • Album: “Opera” — in uscita il 6 marzo
  • Sanremo: undicesima partecipazione
  • Tour: parte l’8 aprile nei teatri
  • Copertina: immagine creata con contributo di intelligenza artificiale
  • Età e carriera: 77 anni, oltre 60 anni di attività

Immagini, definizioni e confrontationi

«La ragazza del Piper» è un’etichetta che accoglie con piacere: per lei rimanda a un tempo di libertà e innovazione dopo il ritorno dall’Inghilterra, dove aveva osservato i fermenti che avrebbero influenzato l’Italia. Anche l’eco internazionale arriva: sul rifacimento di «La bambola» da parte di Madonna racconta di uno scambio di messaggi — sorpresa ma compiaciuta della reinterpretazione — e preferisce mantenere private le parole scambiate tra loro.

Sul tema dei riconoscimenti ufficiali, Patty non ambisce a una vittoria a tutti i costi: la carriera e i milioni di dischi venduti le sembrano già un risultato sufficiente. Quando le si chiede se, in caso di trionfo, prenderebbe parte all’Eurovision o seguirebbe un eventuale boicottaggio legato a questioni geopolitiche, risponde con cautela. Sottolinea l’importanza di pensare positivo e osserva come i segnali internazionali — dalle bandiere alle presenze — siano soggetti a contraddizioni, rimandando la decisione su un eventuale impegno europeo a un momento successivo.

Tra passato e presente, Patty Pravo conferma di voler essere ancora parte della scena musicale, con una strategia che mescola memoria, sperimentazione e un’attenzione critica alla tecnologia. Per i fan e per chi segue il festival, le prossime settimane saranno l’occasione per vedere come questi elementi si combineranno sul palco più osservato d’Italia.

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