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Pattinaggio artistico alle Olimpiadi: Lara Naki Gutmann svela retroscena e tecniche

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Di Federico D'Angelo

Lara Naki Gutmann ci racconta tutti i segreti del pattinaggio artistico alle Olimpiadi

Le settimane olimpiche hanno rimesso il pattinaggio artistico al centro dell’attenzione: tra salti spettacolari, cadute emotive e performance memorabili, lo sport conferma una trasformazione che riguarda allenamenti, musica e attrezzature. Intervistata dopo le gare, Lara Naki Gutmann — medaglia di bronzo nella prova a squadre — racconta come si è evoluto il lavoro dietro le quinte e cosa cambia per gli atleti oggi.

Coreografi internazionali e lavoro a distanza

Negli ultimi anni il ruolo del coreografo ha assunto un respiro globale: professionisti come Benoit Richaud collaborano con atleti di molti Paesi, spesso affiancando l’allenatore di fiducia piuttosto che sostituirlo. Così è possibile avere una figura creativa che segue la parte artistica anche se non è presente quotidianamente sul ghiaccio.

La diffusione delle videoconferenze dopo la pandemia ha reso praticabile una preparazione mista: prima sessioni in presenza per le fasi intensive, poi rifiniture e confronti via remoto. Lara spiega che la combinazione funziona soprattutto se atleta e coreografo si conoscono già e si è già fatto un lavoro introduttivo sul campo.

Allenamenti inediti e strumenti fuori dal ghiaccio

Molte tecniche di preparazione sono meno visibili al pubblico. Per esercitarsi sulle rotazioni, ad esempio, vengono impiegate piattaforme che simulano la sensazione del spinner; per i salti complessi si usano imbragature e carrucole che riducono l’impatto delle cadute e danno margine di tempo in aria.

  • Spinner: pedana curva per simulare le trottole.
  • Imbragature: proteggono durante l’apprendimento dei salti, limitando gli infortuni.
  • Carrucola a soffitto: dà impulso in aria e facilita le rotazioni durante le prove.
  • Sessioni di video-analisi: per correggere tecnica e tempi nei dettagli.

Questi supporti non sostituiscono il ghiaccio, ma consentono di provare elementi ad alta intensità con meno rischi e maggior controllo.

Scelta musicale, diritti e incontri inaspettati

La musica del programma è una decisione condivisa: atleti, allenatori e coreografi cercano brani che raccontino la storia desiderata. Nel caso di Lara, le colonne sonore scelte per i programmi olimpici provengono da fonti diverse, incluse produzioni cinematografiche e televisive, e in un caso la collaborazione ha portato l’atleta a conoscere direttamente il compositore.

Non è raro che musicisti o artisti commentino le esecuzioni: i creatori spesso apprezzano la visibilità e il dialogo con chi trasforma le loro opere in performance sportive.

Equipaggiamento: su misura e ad alta rotazione

I pattini da gara sono costruiti su misura per adattarsi alle specifiche del piede e al tipo di salto praticato. Per chi salta molto, l’usura è evidente: Lara racconta di aver cambiato i suoi pattini più volte nell’ultimo anno, a intervalli molto più brevi rispetto al passato. Nel suo caso, l’azienda fornisce le calzature, ma per molti atleti il costo e la reperibilità restano aspetti importanti.

Postura, danza e collaborazioni con il mondo del balletto

Il pattinaggio condivide con la danza classica l’attenzione alla postura, all’eleganza e al portamento. Per questo le squadre spesso collaborano con insegnanti o ballerini formati in teatri storici, per trasferire tecnica e sensibilità coreografica sul ghiaccio.

Lara, pur non avendo ancora visitato il Teatro alla Scala, lavora con professionisti che vantano esperienze in grandi istituzioni del balletto italiano e internazionale.

Preparazione mentale e reazione agli errori

In una gara ogni elemento può decidere il risultato: la capacità di ripartire dopo una caduta è spesso frutto di un lavoro specifico sulla testa. Molti atleti, compresa Lara, si avvalgono di un mental coach per imparare a gestire il passaggio immediato dall’errore alla concentrazione sul salto successivo.

Vita al Villaggio Olimpico: rituali e ricordi

Oltre alla competizione, il Villaggio resta lo spazio delle relazioni: scambi di spille, feste serali e piccoli gesti che rimangono nella memoria. Un dettaglio curioso: molti atleti personalizzano souvenir, come lattine o pin, per conservare un ricordo tangibile dell’esperienza collettiva.

La medaglia di squadra e l’emozione condivisa

La conquista del bronzo nella prova a squadre è stata descritta come un momento di forte impatto emotivo, non solo per chi gareggiava ma per tutta la delegazione. L’arrivo in pista durante l’esibizione decisiva, gli abbracci e le lacrime di commozione sono elementi che sintetizzano il valore collettivo di una prova individuale trasformata in risultato di squadra.

Infine, sul podio individuale delle Olimpiadi appena concluse, Lara cita la relazione di competizione e ammirazione verso avversarie come Kaori Sakamoto e Alysa Liu: tecnica, presenza scenica e la capacità di trasmettere energia restano i criteri con cui valuta le colleghe più forti.

Perché ciò conta oggi: il racconto di Lara Naki Gutmann mostra che il pattinaggio moderno è un mix di tecnologia, lavoro internazionale e cura psicologica: cambiamenti che incidono sulla preparazione degli atleti, sui costi e sulle opportunità di carriera. Comprendere questi aspetti aiuta a leggere diversamente le performance viste in gara e le sfide che il settore affronta nei prossimi anni.

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