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Sciopero del 31 ottobre paralizza le scuole: Flc Cgil reclama fine al precariato

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Di Elio Ferri Elio

Scuola, sciopero il 31 ottobre: il sindacato Flc Cgil rivendica un contratto giusto e un lavoro stabile

Il 31 ottobre il personale dell’istruzione e della ricerca scende in piazza per uno sciopero nazionale che promette mobilitazioni in decine di città: al centro della protesta ci sono contratti considerati insufficienti, tagli alla spesa e la richiesta di maggiore stabilità occupazionale. La giornata si annuncia cruciale per scuole e università, con possibili ripercussioni sull’attività didattica durante il ponte di Ognissanti.

Chi partecipa e dove

La mobilitazione riguarda insegnanti, personale amministrativo tecnico e ausiliario (Ata), ricercatori, docenti delle accademie e dei conservatori, oltre al personale delle scuole non statali che opera con contratto Aninsei. La Flc Cgil ha indetto lo sciopero per l’intera giornata con iniziative in circa 40 città. A Roma è previsto un presidio davanti al Ministero dell’Istruzione e del Merito a partire dalle ore 10; ai cortei partecipa anche il sindacato Usb.

Le ragioni della protesta

I sindacati denunciano che le misure previste nella Legge di Bilancio non rispondono alle esigenze del settore: tra le richieste principali figurano un rinnovo contrattuale con adeguamenti salariali e maggiori garanzie di stabilità per il personale precario.

Secondo le organizzazioni sindacali, l’inflazione ha eroso il potere d’acquisto dei lavoratori negli ultimi tre anni in misura significativa — stimata intorno al 18% — mentre nella manovra sarebbero previsti tagli lineari che incidono sull’assunzione e sul turnover nel comparto universitario e della ricerca.

  • Giornata di sciopero: 31 ottobre, adesione per l’intero comparto Istruzione e Ricerca.
  • Presìdi: azioni e flash mob in ~40 città; Roma, presidio ore 10 presso il Ministero.
  • Numeri dei tagli: la protesta segnala una riduzione di posti per la scuola pari a circa 5.660 docenti e 2.174 Ata.
  • Precariato: circa 1 lavoratore su 4 tra Ata e docenti senza contratto stabile, secondo i sindacati.
  • Sindacati coinvolti: Flc Cgil e Usb tra i promotori delle iniziative.

Impatto sulle scuole e sui servizi

Con lo sciopero convocato alla vigilia del ponte di Ognissanti, è probabile che alcune scuole limitino le attività o restino chiuse. Gli organizzatori avvertono che la perdita di organico e la diffusione del precariato producono effetti diretti sulla qualità della didattica e sulla continuità educativa.

Per famiglie e studenti ciò significa possibili cambiamenti dell’orario, lezioni sospese o risorse ridotte in un periodo sensibile per la ripresa autunnale delle attività.

La risposta del Ministero

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito sostiene che la manovra destinata al settore include stanziamenti concentrati sul rinnovo del contratto nazionale dei docenti per il periodo 2022-2024, oltre a misure aggiuntive per il funzionamento amministrativo e i servizi.

Tra gli interventi indicati dall’amministrazione figurano un aumento del MOF (Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa) di 13,7 milioni di euro per supportare azioni legate al PNRR e la gestione delle pratiche previdenziali nel nuovo sistema Inps. Per il 2024 è prevista inoltre una maggiorazione di 4 milioni di euro per estendere la fornitura gratuita dei libri di testo.

Il Ministero segnala anche modifiche alla riforma del reclutamento per docenti tecnico-pratici: i vincitori dei concorsi dovranno conseguire, nel primo anno di servizio (2024-25), l’abilitazione richiesta mediante l’acquisizione dei crediti formativi previsti, per allineare la loro posizione alle categorie disciplinari vigenti.

Cosa cambia per i prossimi giorni

La mobilitazione potrebbe determinare disagi nei servizi scolastici nelle prossime giornate e riaprirà il confronto tra sindacati e Governo su contratti, organici e politiche per il reclutamento. I prossimi passi includeranno presidi e assemblee locali per mettere pressione sulle trattative e richiamare l’attenzione pubblica sulle condizioni del settore.

Per chi segue la questione: la giornata del 31 ottobre sarà un test sulla capacità del comparto di ottenere risposte concrete dalla manovra e dal confronto istituzionale. Le trattative che seguiranno determineranno in che misura le risorse annunciate verranno tradotte in stabilità occupazionale e miglioramenti concreti per la didattica.

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