Trenta anni dopo le prime prove in un ex laboratorio cinematografico di piazza Vittorio a Torino, i Subsonica segnano un nuovo capitolo: l’undicesimo album nasce da un viaggio in Marocco e arriva in uscita venerdì. Il progetto non è solo musicale: mette in discussione i formati imposti dalle piattaforme e affronta temi sociali e tecnologici che risuonano nell’attualità.
La band piemontese ha trasferito parte della produzione a Essaouira, città portuale marocchina che ha influenzato ritmi e timbri del disco. L’album, intitolato Terre rare, predilige brani più lunghi e aperture strumentali, scelte che vanno contro la logica dei contenuti pensati esclusivamente per gli algoritmi di streaming.
Un disco contro il formato
Dietro la decisione artistica non c’è solo nostalgia: i membri del gruppo spiegano che adattarsi alle regole delle piattaforme significherebbe rinunciare a parti essenziali del loro modo di suonare. Il risultato è un lavoro che mantiene spazi meditativi, climax estesi e deviazioni dalla canonica struttura strofa-ritornello.
Il suono è contaminato dal soggiorno in Marocco: la sezione ritmica racconta il viaggio attraverso l’uso di strumenti locali come il guembri e i qraqeb, che danno al disco un respiro più ipnotico e radicato nella tradizione gnawa.
Temi e singoli che guardano al presente
I testi si confrontano con questioni collettive piuttosto che intime. Uno dei pezzi più rilevanti, nato in collaborazione con la cantante Tära, affronta la paura dell’altro e le sue conseguenze.
Altri brani si misurano con l’indifferenza sociale e i suoi esiti estremi: parole forti vengono usate proprio per rompere il silenzio su fenomeni come il neonazismo e il genocidio, spiegano i componenti del gruppo, che vedono nel linguaggio diretto uno strumento per riaprire il dibattito.
Non manca la riflessione sui rischi della tecnologia: la band esprime allarme per l’uso delle grandi piattaforme e per la diffusione di disinformazione che può indebolire i meccanismi democratici, invitando a un impegno collettivo per tutelare la sovranità pubblica.
Il ritorno a Torino e le celebrazioni
Per i 30 anni della carriera il gruppo non ha scelto la retorica dell’autocelebrazione: le celebrazioni includono gigantografie in città e quattro concerti alle OGR di Torino nelle prossime settimane, occasioni per ripercorrere passato e presente e per mostrare dal vivo le nuove composizioni.
- Album: “Terre rare”, undicesimo lavoro della band
- Uscita: venerdì
- Registrazioni/ispirazione: Essaouira (Marocco), influssi gnawa
- Collaborazioni: Tära (voce in uno dei brani principali)
- Temi principali: migrazione culturale, indifferenza sociale, controllo tecnologico
- Eventi live: quattro concerti alle OGR di Torino nelle prossime settimane
Per chi segue la scena italiana, l’uscita rappresenta un test: quanta visibilità può ancora trovare un progetto che rifiuta le scorciatoie del formato breve e del click immediato? Per il pubblico, l’album offre brani che richiedono attenzione e un ascolto più lungo, in controtendenza rispetto alla fruizione rapida contemporanea.
Nel complesso, Terre rare si presenta come un lavoro che unisce ricerca sonora e presa di posizione civile: un punto d’osservazione sulla società di oggi che vuole lasciare spazio alla profondità, anche a costo di sfidare le logiche di mercato.
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Giulia Moretti, esperta dei mondi culturali e del cinema, condivide approfondimenti esclusivi sulle celebrità e sui retroscena dello spettacolo italiano.
