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Collezionista di lauree pronto per la decima: condivide il suo metodo con i giovani

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Di Elio Ferri Elio

Il collezionista di lauree: “Ingegneria, giurisprudenza, medicina e ora è in arrivo la decima. Ai giovani ho svelato il mio segreto”

A 76 anni Michele Antonio Carmosino conserva un ricordo nitido di un esame che, a suo dire, ha misurato più orgoglio che bravura: «Il professore stava per darmi 29», racconta, «ma rifiutai perché non avevo mai preso meno di 30. Gli chiesi un’altra domanda e alla fine ottenni la lode». Il breve aneddoto restituisce un’immagine di rigore personale e di un sistema di valutazione che, ancora oggi, viene usato come metro di confronto.

La scena riportata da Carmosino è semplice ma significativa: durante la prova il docente sembrava orientato verso un voto appena sotto il massimo; lo studente, per principio o per abitudine, preferì non accettare quel risultato e chiese di essere messo alla prova un’ultima volta. Secondo il suo racconto, l’esito fu il più alto possibile.

Perché conta oggi

L’aneddoto interessa perché mette in luce aspetti pratici e culturali legati alla valutazione: la tensione verso l’eccellenza personale, la dinamica tra esaminatore ed esaminato e il valore simbolico di un voto. In Italia, dove la scala universitaria culmina nel 30 e lode, episodi del genere richiamano l’importanza che molti attribuiscono al riconoscimento formale.

Non si tratta solo di numeri: il racconto collega memoria personale e immagine pubblica del merito, temi che restano al centro del dibattito su istruzione e carriera.

Il sistema di valutazione (sintesi)

Voto Significato
18 (minimo) Voto di sufficienza
19–27 Valutazioni dalla sufficienza alla buona preparazione
28–30 Ottimo e massimo
30 e lode Riconoscimento di eccellenza

Il piccolo schema aiuta a comprendere il contesto della storia di Carmosino: quando un candidato rifiuta un 29, sta di fatto chiedendo di competere per la valutazione più prestigiosa prevista dal sistema.

  • La vicenda illustra come il voto sia percepito oltre il suo valore tecnico, diventando segno di reputazione.
  • Mettere alla prova il proprio livello con domande aggiuntive è una pratica che, seppur poco comune, esiste negli esami orali.
  • Racconti personali come questo ricordano che dietro ogni voto c’è una storia di scelte e priorità individuali.

Nel raccontare quell’episodio, Carmosino non solo evoca un momento del passato, ma solleva indirettamente una domanda che rimane di attualità: quale peso hanno oggi i voti nella costruzione di percorsi professionali e nella memoria personale? La risposta varia, ma storie come questa spiegano perché, per alcuni, il valore simbolico di un 30 e lode continui a contare.

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