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Francesco Sossai vincitore ai David: dal lavoro umile in Veneto nasce il suo sguardo per i volti

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Di Giulia Moretti

Francesco Sossai, il trionfatore ai David: «Sgomberavo case in Veneto e facevo il cameriere. Così ho imparato a osservare le persone»

Un regista trentasettenne originario del Veneto ha sorpreso il panorama cinematografico italiano portando a casa otto David di Donatello: la vittoria mette sotto i riflettori un film che racconta la provincia rurale e arriverà nelle sale nei prossimi giorni. Il risultato riaccende il dibattito su come il cinema di territorio possa impattare sul mercato e sulle maestranze locali.

Francesco Sossai è il nome che ha scalzato candidati più noti: il suo film Le città di pianura ha conquistato premi importanti, tra cui Miglior Film, Miglior Regista e il riconoscimento al protagonista, Sergio Romano. La pellicola, prodotta da Vivo Film (Marta Donzelli e Gregorio Paonessa), è ora pronta per il debutto in sala dopo il successo ai premi.

Il regista dice di non essersi aspettato il trionfo e ricorda soprattutto il complimento di Paolo Virzì sul casting: un riconoscimento che, nella sua visione, legittima scelte narrative e attoriali non convenzionali. Sossai ha preso la serata con ironia, raccontando che la festa è stata limitata anche dal fatto che molti bar erano chiusi dopo una cerimonia lunga e faticosa.

Nato a Feltre, in provincia di Belluno, ha una storia di aspettative e cambiamenti familiari: il padre, perito edile, ha reinventato la sua professione dopo la crisi del 2008; la madre ha lavorato come commessa e poi come segretaria. Da adolescente Sossai consumava film e videocassette, coltivando una passione che lo ha portato a decidere di fare il regista dopo aver visto opere che hanno cambiato il suo modo di guardare il cinema.

La strada verso il cinema professionale è stata lunga: tra piccoli lavori, cortometraggi autoprodotti e esperienze pratiche, ha impiegato quasi un quarto di secolo prima di realizzare il film che gli ha dato la fama. A Berlino si è formato, cercando un confronto con maestri del cinema d’autore; il corto Compleanno di Enrico è stato selezionato alla Quinzaine de Cannes e ha aperto la porta al lungometraggio.

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In modo sorprendente, Sossai ha lavorato anche come assistente alla regia in grandi set internazionali — nomi come Mission: Impossible e Tenet compaiono nel suo percorso — esperienza che gli ha confermato una convinzione semplice: non sono solo i mezzi a fare la voce autoriale, ma la prospettiva di chi dirige la macchina da presa.

Il cuore del suo film è la provincia veneta: i bar come luoghi di socialità e confronto, la presenza diffusa dell’alcol come tratto culturale che funziona da collante sociale. Per Sossai il bancone del bar è quasi un palcoscenico, dove si svolgono micro-drammi collettivi e si misura il carattere di una comunità.

Questa vittoria ha una valenza pratica: Sossai sottolinea che il modo più concreto per sostenere le maestranze non contrattualizzate è continuare a fare film e creare lavoro. Vive a Treviso e spera che il suo caso possa essere d’esempio perché produzioni modeste possano ripartire e offrire occupazione.

Riguardo al suo rapporto con la povertà produttiva, il regista ricorda come lavorare con risorse limitate abbia plasmato la sua estetica. L’osservazione della vita quotidiana durante lavori come il cameriere o lo svuotatore di case gli ha dato materiale e distanza: un equilibrio che vuole mantenere, anche ora che la notorietà aumenta.

Al momento Sossai è già al lavoro su un nuovo progetto: sta scrivendo il prossimo film e promette aggiornamenti, ma chiede tempo. Nel frattempo, il riconoscimento ai David potrebbe trasformarsi in un’opportunità concreta per rilanciare produzioni locali e valorizzare professionisti spesso lontani dai grandi centri.

  • Premi principali: 8 David di Donatello, tra cui Miglior Film, Miglior Regista e Miglior Attore.
  • Titolo: Le città di pianura.
  • Protagonista: Sergio Romano.
  • Produzione: Vivo Film (Marta Donzelli, Gregorio Paonessa).
  • Produzione e ambientazione: film realizzato con risorse contenute, ambientato nel Veneto rurale.
  • Disponibilità: uscita in sala prevista nei giorni successivi al premio.

Il successo di Sossai evidenzia due aspetti: da un lato la capacità del cinema di provincia di raccontare verità popolari con efficacia, dall’altro la possibilità concreta che piccoli progetti producano occupazione e visibilità per un ecosistema spesso trascurato dal circuito principale.

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