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Masseria km zero Alta Murgia: menù tutto locale, l’indirizzo da segnare

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Di Federico D'Angelo

C’è una masseria nell’Alta Murgia dove si mangia letteralmente a km zero: segnatevi questo indirizzo

Tra i campi aridi e le distese pietrose dell’altopiano murgiano si trova una masseria che unisce agricoltura concreta e ospitalità. A Masseria Barbera, a Minervino Murge, la tavola segue il ritmo della terra: per chi cerca sapori locali e turismo lento, vale la pena sapere che qui tutto nasce e viene lavorato a breve distanza dal ristorante.

Un paesaggio che spiega tutto

Per arrivare bastano strade provinciali che si insinuano tra ulivi e campi di grano; il profilo di Castel del Monte appare in lontananza come un riferimento geografico. La struttura, un corpo ottocentesco restaurato, si staglia nella luce chiara dell’Altamurgia senza effetti scenografici: poche camere, pareti in pietra, e spazi che guardano direttamente sui filari e sui pascoli.

Questa semplicità ha conseguenze pratiche: non si tratta di un’esperienza ricreativa ricostruita per i turisti, ma dell’attività quotidiana di un’azienda agricola che produce e cucina ciò che coltiva.

Una produzione integrata, su scala reale

La proprietà coltiva e allevà su circa 50 ettari, distribuiti tra vigneti, oliveti, orti, seminativi e aree di pascolo. Il pane e le focacce nascono dal grano coltivato nei campi attorno alla masseria; l’olio proviene dagli ulivi che circondano gli edifici; formaggi e latticini sono prodotti internamente; animali da cortile e bovini completano il ciclo produttivo.

La filosofia è quella di una filiera cortissima: molti ingredienti arrivano in cucina poche ore dopo essere stati raccolti o lavorati, con impatti evidenti su freschezza e sapore.

La cucina: stagionalità e sapori del territorio

Il menu cambia con le stagioni e riflette il lavoro nei campi: gli antipasti mescolano formaggi freschi e stagionati, conserve di verdura e salumi locali; i primi privilegiano la pasta fatta con il grano dell’azienda, come orecchiette con cime di rapa o troccoli rustici.

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Nei secondi emergono piatti profondamente legati alla tradizione murgiana: arrosti di agnello, salsicce alla brace, preparazioni suine e tagli meno comuni nell’immaginario urbano. Anche i dessert restano semplici e autentici, dalla ricotta lavorata in casa ai gelati al latte vero.

Il riconoscimento delle guide di settore ha confermato la qualità della proposta: tra i premi raccolti figura il prestigioso attestato del settore gastronomico, che premia esercizi capaci di coniugare genuinità degli ingredienti e rapporto qualità-prezzo.

Come organizzare la visita

La masseria offre anche poche camere, arredate in modo sobrio, pensate per chi desidera restare e vivere i tempi lenti della campagna. Prenotare è consigliato soprattutto nei weekend e nei periodi di maggiore affluenza.

  • Costi indicativi: un pasto completo (antipasto, primo, secondo, dolce) si aggira intorno ai 50 euro a persona, vino escluso.
  • Accessibilità: si raggiunge principalmente in auto tramite strade provinciali; non è un luogo di passaggio urbano.
  • Pernottamento: camere limitate, atmosfera raccolta e silenzio notturno tipico della campagna.
  • Consigli pratici: prenotare in anticipo; chiedere al personale informazioni sui prodotti stagionali; abbinare la cena a un’escursione diurna nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Per chi dispone di un weekend, la posizione della masseria permette di combinare la sosta con visite a punti di interesse vicini: passeggiate nell’area protetta, un salto a Castel del Monte o una tranquilla esplorazione del borgo di Minervino.

In un contesto regionale sempre più orientato al turismo ricercato e alle esperienze costruite, questa realtà rimane un raro esempio in cui il fulcro è la terra: non l’hotel, non l’immagine, bensì la materia prima che arriva in tavola e la fatica di chi la coltiva.

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