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Centunenne di Cremona supera un ictus: dimesso dopo pochi giorni, sta bene

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Di Elio Ferri Elio

Cremona, ha un ictus a 101 anni: dopo pochi giorni di cure in ospedale torna a casa. Sta bene

Un uomo di 101 anni ha recuperato la parola e la capacità di camminare dopo un ictus acuto, grazie a un intervento ospedaliero completato in tempi record. Il caso, avvenuto a Cremona, mette in luce quanto conti la rapidità nelle cure e la presenza di team specializzati anche per pazienti molto anziani.

Il caso

Il paziente, identificato come Alberto, ha accusato il malore mentre pranzava in casa insieme alla moglie di 93 anni. Subito è stata chiamata l’emergenza sanitaria e il 118 ha trasferito il paziente al Pronto soccorso in codice rosso, in stato di afasia e con emiparesi destra.

Nei corridoi dell’ospedale si è svolta una vera corsa contro il tempo: dal Pronto soccorso alla Neurologia, poi in Angiografia per una procedura delicata e infine nella Stroke Unit. Tutte le fasi sono state completate in circa 60 minuti.

Il decorso e la riabilitazione

Dopo l’intervento e il ricovero in Neurologia il paziente ha iniziato un percorso riabilitativo. Nel giro di pochi giorni ha riacquistato la parola e la deambulazione, condizioni che hanno permesso le dimissioni e hanno commosso l’équipe medica che lo ha seguito dall’arrivo in ospedale fino alla dimissione.

Non è comune dimettere un paziente ultracentenario con un recupero funzionale così pronunciato; per questo la vicenda è stata segnalata come esemplare.

Perché questa storia è importante oggi

  • Rapidità: intervenire in tempi stretti limita il danno neuronale e migliora le probabilità di recupero.
  • Organizzazione: la presenza di reparti dedicati e percorsi rapidi tra Pronto soccorso, Angiografia e Stroke Unit è cruciale.
  • Età non sempre è barriera: la risposta terapeutica e la riabilitazione possono essere efficaci anche in persone molto anziane.
  • Segni precoci: riconoscere sintomi come difficoltà di parola o emiparesi e chiamare immediatamente l’emergenza resta la prima difesa.

Il caso sottolinea inoltre un cambio di prospettiva nella gestione dell’ictus: l’età avanzata non viene più trattata automaticamente come una controindicazione alle terapie aggressive, quando il quadro clinico e le risorse ospedaliere lo rendono possibile.

Per i familiari e i caregiver il messaggio pratico è chiaro: conoscere i segnali dell’ictus e attivare subito l’emergenza sanitaria può fare la differenza, anche quando il paziente ha più di cento anni.

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