Rosario Pellecchia, una delle voci più riconoscibili di Radio 105, torna sotto i riflettori non solo per la lunga carriera in onda ma anche per il nuovo romanzo Così doveva andare (Feltrinelli). La sua esperienza mette al centro un tema attuale: perché la radio continua a contare in un panorama dominato da podcast, social e format televisivi.
Da Napoli a Milano: l’esordio e la svolta
La passione per la microfono nasce molto presto: da adolescente Pellecchia inviò una registrazione che aprì la porta al primo incarico professionale, ottenuto alla soglia della maggiore età. Quel debutto segnò l’inizio di anni di lavoro che lo hanno formato e convinto che la radio fosse il suo mestiere.
Il trasferimento a Milano ha rappresentato la definitiva consacrazione: qui la sua voce è stata notata e apprezzata da una grande emittente nazionale, dove ha potuto sperimentare uno stile più personale e autonomo, vicino a quello dei grandi del settore.
Un anno a New York e la nascita di 105 Friends
Tra gli incarichi che hanno cambiato il suo percorso c’è stata una parentesi newyorkese: per circa un anno Pellecchia ha condotto un programma direttamente dagli Stati Uniti, portando in onda impressioni e scoperte dal vivo. Al ritorno è nato 105 Friends, il programma mattutino che conduce dal 2001 insieme a Tony Severo e che mantiene la stessa fascia oraria da oltre due decenni.
La coppia con Severo è stata costruita dall’editore per equilibrio: l’uno più ironico, l’altro mediamente posato. Con il tempo si è però consolidata una cifra propria, soprattutto nelle interviste.
Incontri con grandi nomi della musica
Nel corso degli anni Pellecchia ha intervistato artisti internazionali e personaggi di primo piano, spesso in dialoghi che hanno rivelato lati inediti degli ospiti. Tra i momenti più significativi emergono episodi che raccontano non solo fama ma anche umanità.
- Coldplay – Due ospitate rare in Europa; la conversazione ha richiamato la fase indie della band e persino l’interesse per la musica napoletana di Pino Daniele.
- David Bowie – Un’intervista limitata nel tempo ma intensa: nonostante i vincoli dell’ufficio stampa, Bowie si mostrò coinvolto e volle continuare a parlare.
- Robbie Williams – Descritto come particolarmente generoso con i conduttori, attento a valorizzare l’intervista.
- Dua Lipa – Un gesto di cortesia che è rimasto: interruzione tecnica durante una videochiamata e la volontà dell’artista di ricontattare la radio per completare la risposta.
Questi incontri sottolineano un punto cruciale: la radio, quando curata, può ancora creare momenti esclusivi e autentici che altri mezzi replicano difficilmente.
Stile, responsabilità e sguardo sui media
Pellecchia definisce la propria cifra professionale nella gentilezza, valore che cerca di trasmettere anche nei libri. Per lui la radio è racconto e responsabilità: chi ascolta, spesso mattina in auto, consegna il suo tempo più prezioso e va rispettato.
Sul confronto con altri media, il suo giudizio è netto ma misurato: i podcast offrono flessibilità di fruizione, ma non possono del tutto sostituire la ritualità dell’ascolto collettivo che la radio conserva. La televisione generalista, invece, lo interessa meno per la sua mancanza di coerenza narrativa, sebbene apprezzi formati come i late show americani, vicini per spirito al clima radiofonico.
Consigli per chi vuole iniziare
Il suo consiglio ai giovani è semplice e pratico: prima di intraprendere la carriera in radio, occorre chiedersi perché lo si voglia fare. La radio premia chi ha una urgenza narrativa, contenuti e capacità di dialogare con l’ascoltatore; chi punta solo sulla popolarità non resiste a lungo.
Un ultimo punto di prospettiva: la radio resta un luogo di community. In Italia la seguono ancora decine di milioni di persone ogni giorno, un segnale che la sua funzione sociale e culturale non è scomparsa.
- Punti chiave:
- La radio combina immediatezza e ritualità d’ascolto.
- La credibilità e la sostanza parlano più dei follower quando si passa alla diretta.
- La scrittura e la conduzione si alimentano a vicenda: narrare è il filo comune.
Con il nuovo romanzo in libreria Pellecchia amplia il proprio rapporto con il pubblico: se la radio è dialogo immediato, il libro è intimità prolungata con il lettore, una forma diversa ma compatibile dello stesso mestiere di raccontare.
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Giulia Moretti, esperta dei mondi culturali e del cinema, condivide approfondimenti esclusivi sulle celebrità e sui retroscena dello spettacolo italiano.
