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Subbuteo Reggio Emilia: nuovo polo nazionale del calcio da tavolo con gol al tocco di dita

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Di Elio Ferri Elio

Subbuteo mania, a Reggio Emilia la Coverciano del calcio da tavolo dove si fa gol in punta di dita

Nel 2020 l’imprenditore Saverio Bari ha trasformato un capannone aziendale in un centro tecnico-ricreativo che ha rapidamente attirato attenzione e partecipazione: una struttura polifunzionale dove si giocano sfide di alto livello tra vigneti e frutteti. Oggi il locale è diventato un punto di riferimento per gli appassionati e un esempio di riuso creativo degli spazi produttivi.

Una struttura fuori dal comune

Il progetto occupa circa 350 metri quadrati e combina ambienti per il gioco con spazi di aggregazione: dai tavoli predisposti per le gare agli schermi per le dirette, passando per un bar e un’area espositiva che celebra la storia del gioco.

Tra le caratteristiche più notevoli ci sono:

  • 25 tavoli dedicati alle partite e agli allenamenti;
  • schermi e impianti per broadcast e analisi delle performance;
  • un bar che funge da punto di ritrovo per i partecipanti e il pubblico;
  • un piccolo museo interno con oggetti e memorie legate al gioco;
  • posizione immersa tra vigneti di lambrusco e frutteti, che offre un setting insolito per eventi sportivi e culturali.

Chi lo frequenta e perché

Da quando ha aperto, la struttura ha ospitato competizioni e sessioni d’allenamento che hanno portato qui giocatori di livello competitivo. La vicinanza al territorio agricolo contribuisce a renderlo attrattivo sia per i residenti sia per chi arriva da fuori, in cerca di un’alternativa agli spazi tradizionali di gioco.

Il modello unisce formazione tecnica, intrattenimento e memoria storica: non è solo un luogo per gareggiare, ma anche per conoscere la cultura del gioco attraverso il museo e gli incontri pubblici.

Perché questa esperienza è rilevante oggi

La riconversione del capannone rappresenta una tendenza crescente: utilizzare edifici industriali o produttivi per creare luoghi di comunità e attività culturali. Per i lettori la cosa conta per motivi concreti:

  • offre nuove opportunità di svago locale senza spostarsi nelle città più grandi;
  • favorisce sinergie tra mondo sportivo, turismo rurale e piccole imprese locali;
  • propone un modello replicabile per la valorizzazione di spazi inutilizzati;
  • può contribuire alla visibilità del territorio e alla tenuta delle economie locali.

Non si tratta soltanto di intrattenimento: centri come questo mostrano come la creatività imprenditoriale possa trasformare aree produttive in poli culturali e sportivi, con ricadute tangibili per comunità e attività economiche del circondario.

Nel prossimo futuro la struttura potrebbe diventare un laboratorio per sperimentare nuovi format di eventi e turismo esperienziale, confermando che la riqualificazione degli spazi industriali può avere finalità sia ricreative sia rigenerative per il territorio.

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