L’ultimo personaggio del mondo culturale ad aver avuto un incontro con Papa Francesco racconta: «Ho promesso di inviargli una pittura rappresentante il Vaticano».
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
MOSCA – «Quando gli ho mostrato il filmato del dipinto della sua prima chiesa a Buenos Aires, mentre orbitava sulla Stazione Spaziale Internazionale con gli astronauti che compivano oltre mille orbite attorno alla Terra, ha sorriso dicendomi che si sentiva sempre più vicino a Dio».
Era il dodici febbraio, solo due giorni prima del suo ricovero ospedaliero. L’ultima figura culturale ad aver visto Papa Francesco è stato il noto pittore russo, famoso sia in patria che all’estero.
«Inizialmente mi era stato detto che il Pontefice era indisposto e l’appuntamento era stato cancellato. Successivamente, lui stesso mi ha contattato. “Domani mattina alle nove. Spero non sia troppo presto per lei”, mi aveva detto. Ci era stato concesso solo un minuto o due, giusto il tempo di consegnargli il suo ritratto e il dipinto del Santuario di San Josè di Flores a Buenos Aires. Invece, la nostra conversazione è durata più di quaranta minuti».
«Anch’io sono un uomo del popolo». Nicas Safronov ci fa entrare nella sua semplice residenza vicino al Cremlino. Ogni visitatore deve fare il tour completo della casa, che dura quasi un’ora, passando tra scrivanie che furono di Napoleone, il letto di Maria Antonietta, opere di pittori fiamminghi, pavimenti del Trecento italiano e pelli di orso dappertutto.
Non si può dire che l’arredamento rispecchi la sobrietà francescana. Sulle pareti di una delle stanze ci sono fotografie di lui con ogni sorta di celebrità, passate e presenti, da George Bush padre e figlio a Bill Clinton, una quarantina di altri capi di stato e primi ministri, Steven Spielberg, Keith Richards, Al Pacino, Monica Bellucci, Sophia Loren sua amica e musa, e naturalmente Vladimir Putin, figura molto frequente.
A febbraio, ha fatto notizia anche per essere stato l’autore del ritratto di Donald Trump che il presidente russo ha regalato al suo omologo americano. Tuttavia, ogni volta che si parla di politica attuale, Safronov trova il modo di deviare il discorso su Loren.
I funerali di Papa Francesco, in diretta.
In un angolo dell’ufficio della sua assistente personale, sotto le foto di lui con Francesco, di lui con Putin e di lui con il musicista australiano Nick Cave, c’è un quadro imballato con il nome del destinatario, Tucker Carlson, il giornalista di Fox News apprezzato sia da Trump che da Putin.
«Era molto debilitato. Quando gli ho mostrato il ritratto della sua prima chiesa, gli sono scese le lacrime. Ho molti ritratti miei, mi disse, ma non avevo questo. Parlava quasi sottovoce. Mi è sembrato che le cose terrene non lo interessassero più».
Con un artista russo, e per di più molto patriottico, Papa Francesco non poteva che discutere di cultura russa, una delle sue grandi passioni. «Mi ha parlato del suo ultimo incontro con Putin. Tutti pensavano avessero discusso di grandi strategie. Invece, mi ha confidato che avevano parlato principalmente di I Fratelli Karamazov di Dostoevskij, il loro romanzo e autore preferito, e avevano scambiato opinioni principalmente su questo».
Luka Safronov, suo figlio e musicista di talento, si era offerto di suonare alcuni pezzi di Ciajkovskij, preferiti dal Papa, ma nella stanza non c’era un pianoforte.
«Ci ha detto che ci occupiamo di cose fondamentali, perché oggi solo la spiritualità unisce i popoli. Poi i suoi assistenti ci hanno fatto segno di uscire. Gli ho promesso di inviargli un quadro del Vaticano che avevo pensato come tributo a lui, al Vaticano e all’Italia. Ma non c’è stato tempo».
Sulla terrazza in cima alla sua casa, dopo aver parlato molto di sé e della sua arte, con cautela Safronov si avventura su argomenti ancora più significativi come la pace, che stavano molto a cuore al Pontefice da poco scomparso.
Mosca sembra intenzionata a formare un’alleanza con gli USA, simboleggiata dal ritratto che ha recentemente donato a Trump. «Putin mi ha telefonato per ringraziarmi del servizio reso alle nuove relazioni tra i due paesi. “Hai fatto qualcosa di molto importante”, mi ha detto. Per me l’importante è porre fine alla guerra, e Trump è l’uomo che può farcela».
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Giulia Moretti, esperta dei mondi culturali e del cinema, condivide approfondimenti esclusivi sulle celebrità e sui retroscena dello spettacolo italiano.
