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«Étoile»: Scopri il mondo della danza in una serie unica e affascinante!

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Di Giulia Moretti

«Étoile», il mondo della danza in una serie lieve e raffinata

Su Prime Video, una serie che mescola dramma e comicità, liberandosi da schemi espressivi predefiniti, seguendo un’impostazione tipica di Hollywood

Con «Étoile» (Prime Video), Amy Sherman-Palladino e Daniel Palladino presentano una serie che naviga tra il dramma e la comicità, senza seguire un canone espressivo fisso, in puro stile hollywoodiano. Dopo averci divertito con «La fantastica signora Maisel» e coinvolto con «Una mamma per amica», la coppia di autori esplora il mondo del balletto classico, muovendosi tra Parigi e New York, con accenni a Milano, la Scala e Roberto Bolle.

Persone a volte esagerate, molteplici intrecci narrativi che si dipanano con elegante complessità, dialoghi incisivi tipici di Amy Sherman-Palladino. La serie, apparentemente disordinata, attraverso il suo caos sembra riflettere la disorientata America di oggi e il suo complesso rapporto con un’Europa altrettanto confusa.

In questo caos crescente, tuttavia, emerge la finezza della serie: una regia attenta, coreografie eleganti e scenografie perfette. La recitazione dei protagonisti rispecchia le contraddizioni della serie: Luke Kirby, nevrotico ma delicato; Charlotte Gainsbourg, angolare e insicura; Lou de Laâge, intensa e vulnerabile; Simon Callow, enigmatico e contraddittorio.

Non è una serie per chi sui social non ha mai apprezzato un piano sequenza, non presenta il male in maniera gratuita dove nessuno si salva, non prospetta un futuro definito, non indulge in distopie, termine ormai tabù. «Étoile» è leggera e sofisticata nell’eccesso, proprio come la danza classica che domina la narrazione. Probabilmente, è un tributo alla madre di Amy, una ballerina che ha permesso alla giovane Amy di intravedere i retroscena di un mondo dove l’errore non è concesso e la perfezione è l’unica via.

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La trama non segue un percorso lineare che mira a raggiungere un punto preciso (almeno in questa prima stagione troppo breve), ma è piuttosto una collezione di quadri che ricordano la coreografia di un balletto.

Occasionalmente, emergono alcuni elementi moralistici e deviazioni ideologiche che non sono tipici dei Palladino, risultando in una leggera perdita di empatia nel racconto. Ma anche questo può essere interpretato come un riflesso di questi tempi difficili.

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