Un crescente numero di studenti sceglie di non partecipare all’insegnamento della religione, proprio mentre il Ministero dell’Istruzione lancia un nuovo concorso per insegnanti di religione. Un picco particolare si registra tra gli studenti di Firenze e provincia, con il 61% di assenze.
Nelle scuole statali della provincia di Firenze, l’aula si svuota appena arriva l’ora di religione. Due terzi degli studenti optano per attività alternative o lasciano la scuola più presto. A Bologna e nelle aree limitrofe, le classi si riducono della metà. Dopo un anno di pausa, si assiste nuovamente a un incremento degli studenti che declinano l’offerta di educazione religiosa cattolica, proprio mentre il Ministero dell’Istruzione e del Merito annuncia il secondo concorso per l’assunzione di docenti di religione cattolica, il primo dopo vent’anni.
Le statistiche: uno studente su quattro abbandona l’aula
Nell’ultimo anno scolastico, 2023/2024, il 23% degli studenti di licei e istituti tecnici e professionali ha scelto di non frequentare l’ora di religione. Quasi uno studente su quattro lasciava l’aula per dedicarsi allo studio autonomo o partecipare a un’attività alternativa, dalla lettura critica dei giornali al gioco degli scacchi. Se l’ora di religione era programmata all’inizio o alla fine della giornata scolastica, gli studenti potevano arrivare più tardi o andarsene prima. A Firenze e provincia, il tasso di defezioni ha raggiunto il 61%, mentre nel Bolognese si è attestato al 53%. Nel 2022/2023, la percentuale di studenti che avevano scelto di non partecipare era del 22%. In termini assoluti, questo significa 20.000 studenti in più in un solo anno. Nei licei, la percentuale è del 19%, ma sale nei tecnici e nei professionali, rispettivamente al 26% e al 29%. Gli istituti professionali di Trieste hanno il tasso più alto, con il 70% degli studenti che evita l’ora di religione, influenzato in parte dalla presenza di studenti stranieri di altre fedi. Tuttavia, la scelta di non frequentare è chiara anche tra gli studenti italiani, dato che solo l’8,7% degli studenti stranieri frequentava le superiori quell’anno. Anche nelle scuole elementari e dell’infanzia si osserva un fenomeno simile, con il 14% degli studenti che evita l’ora di religione, un punto percentuale in più rispetto all’anno precedente, quasi 30.000 studenti in più in termini assoluti.
Il concorso per insegnanti di Religione
Il governo Meloni ha finalmente indetto due concorsi per l’assunzione di insegnanti di religione: uno riservato e uno ordinario. Il primo è una formalità per chi ha già accumulato almeno 36 mesi di servizio, anche non continuativi, e prevede solo un colloquio orale senza un punteggio minimo richiesto. Sono disponibili 4.500 posti. È necessario possedere l’idoneità rilasciata dall’ordinario diocesano. Il secondo concorso offre 1.928 posti, suddivisi per regione e tipo di scuola. I candidati dovranno superare un test scritto su computer di 50 domande a risposta multipla in 100 minuti, un colloquio orale e sperare di rientrare nei posti disponibili.
I costi dell’educazione religiosa cattolica nelle scuole
Molti ritengono che l’insegnamento della religione cattolica, nonostante sia la religione di stato, sia superfluo e propongono di abolirlo e di destinare le risorse a altri scopi. Ma quanto costa realmente? Per avere una risposta, basta consultare il sito della Ragioneria Generale dello Stato, che fornisce tutti i dati necessari. Nel 2024, il bilancio del Ministero dell’Istruzione ha previsto una spesa di 859 milioni di euro per la religione cattolica, comprese le attività alternative, con un aumento di oltre 110 milioni rispetto all’anno precedente, quando la spesa fu di 747 milioni.
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Elio Ferri, appassionato di attualità e dotato di un acuto senso dell’analisi, vi informa con chiarezza sugli eventi che plasmano il mondo e l’Italia.
