In un mondo sempre più interconnesso, simboli e tradizioni culturali si mescolano e si influenzano a vicenda. Sapevate, per esempio, che fino a qualche decennio fa le donne giapponesi non portavano orecchini? E che recentemente è cresciuto l’interesse per l’alessandrite, l’unica gemma capace di cambiare colore da verde a rosso sotto differenti luci? Gli specialisti di Vicenza Oro hanno esplorato questi fenomeni per capire il valore attuale dei gioielli: sono più che simboli o rifugi economici? Quanto contano i social media e le celebrità in questo settore? Intanto, 300 designer di gioielli da tutto il mondo si preparano per la Milano Jewelry Week (24-27 ottobre), e i creativi di Alfieri & St. John, dopo aver lanciato una nuova collezione accessibile di gioielli con diamanti ispirata alla stella Sirio, spiegano che si sta ritornando ai gioielli “eterni” come anelli che si possono sovrapporre e bracciali collezionabili, e che l’oro – rosso, rosa o giallo – sta diventando sempre più popolare, specialmente su Instagram.
Cina
L’esplosione della kiss jewelry è notevole. Già dai sette anni, i bambini che possono permetterselo iniziano a indossare gioielli. Il marchio italiano LaBebè sta riscuotendo un grande successo nel paese. Tuttavia, la tradizione mantiene il suo ruolo: le spose devono indossare numerosi bracciali, uno per ogni benedizione (longevità, ricchezza, salute, fertilità) e non si possono dimenticare le incisioni con draghi e fenici. Anche in Occidente questa tendenza sta prendendo piede con bangle in abbondanza e la prevalenza del solitario (il diamante come simbolo di promessa e impegno che ha soppiantato regali più tradizionali). Leggendo “Asiatici ricchi come pazzi” si comprende che chi può permetterselo investe in pietre rare e preziose. Il mood è decisamente sofisticato.
Zhao Huizhou, una figura di spicco nella moda cinese con il brand Hui, crea orecchini carichi di significato, descritti come “arte indossabile”, che riproducono la forma del petalo di magnolia, “simbolo del nostro carattere riservato e introverso”. Guardandoli attentamente, potrebbero sembrare creati da Saint Laurent.
India In India, ogni occasione è buona per sfoggiare gioielli, ma il matrimonio rimane il momento ideale per mostrare collane, anelli e bracciali con gemme colorate. Dopo il matrimonio dell’attrice Priyanka Chopra con Nick Jonas, un mix di modernità e tradizione ha ispirato molte giovani a imitarla. I suoi gioielli, ora molto copiati in oro a basso titolo (6/8 carati) dal marchio Sutra, hanno ottenuto un grande successo. Anche i set di gioielli madre/figlia, differenziati per età, sono molto popolari e diventano eredità per le generazioni future. Dall’India arrivano anche multi-orecchini e ciondoli con simboli di fiori e animali portafortuna, come l’elefante, scelto da Gucci e Andrea Kronthaler per Vivienne Westwood. Secondo la tradizione, con la proboscide alzata, l’elefante porta fortuna.
Kazakistan e Azerbaijan Chi crede che la passione per i social media sia una peculiarità occidentale si sbaglia: le donne benestanti dell’Azerbaijan e del Kazakistan acquistano gioielli imponenti principalmente per mostrarli su Instagram. Fanno sfoggio di acquisti fatti a Beverly Hills o a Londra, con grandi bracciali, pietre colorate e oro brillante. Considerano i gioielli come un investimento, più sicuro di una polizza su vita. Gli orecchini di Goga Ashkenazi, nota come Lady Goga, una delle maggiori figure nel settore del gas in Kazakistan, sono spettacolari, con un effetto quasi di lampadario.
Medio Oriente Una regione vastissima (22 Paesi) con molte differenze culturali. In Nordafrica e nel Levante, l’oro utilizzato è di 18 carati, spesso in stile minimal con solo un accenno di diamanti e pietre preziose, mentre nel Golfo si preferisce l’oro giallo vistoso (21 e 22 carati), con o senza pietre colorate. Nessuna donna di classe esce senza almeno tre ciondoli, due anelli, due bracciali (le più tradizionaliste ne portano sei) e un orologio. Una donna sposata “deve” possedere un diamante. L’oggetto più desiderato rimane la catena d’oro, un ricordo del “prezzo della sposa”, un antico equivalente dell’anello di fidanzamento, o, in alternativa, d’argento. Ogni evento ha il suo codice di gioielli, e non si devia da esso. Non è una cattiva tradizione, dopo tutto.
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Federico D’Angelo, specialista del benessere e delle tendenze moderne, offre consigli pratici per uno stile di vita equilibrato e ispiratore, adatto alle sfide quotidiane.
