È necessario menzionare per esteso: Collezione Artisanal di Maison Margiela, creata da John Galliano. È lunga quanto il video di oggi. Superando ogni precedente. Un’intervista-video seguita da un film di genere horror, con una durata totale di 75 minuti. Sarebbe ideale per chi non ha altri impegni, ma per chi deve fare una recensione, può sembrare una tortura. Tuttavia, dopo un primo momento di stupore, ci si ricrede rapidamente. Ascoltando questo geniale (e talvolta controverso) stilista britannico, originario di Gibilterra, si comprende la sua profonda conoscenza del mestiere di couturier. Non solo per i suoi anni trascorsi presso Christian Dior (dove era molto amato dalle sarte), ma John, come lo chiamava Franca Sozzani, dimostra una profonda comprensione di ogni tipo di tessuto. Dalle sue parole emerge un sincero apprezzamento per coloro che cuciscono, lavorano all’uncinetto, o passano il filo attraverso vecchi tessuti. Tra i pezzi più riusciti ci sono un abito patchwork e una serie di cappotti maschili.
Pirati, sette pericolose e maledizioni
Dopo l’intervista, che si trasforma in una lezione, segue il film (che non può essere definito breve) intitolato A Folk Horror Tale, diretto da Olivier Dahan. È un’opera gotica caratterizzata dalla presenza di specchi rotti che portano sfortuna. Tuttavia, quando questi miroirs brisés (Galliano ama inserire di tanto in tanto espressioni francesi) vengono ricomposti, si trasformano in un abito da sera, sexy e luminoso. È difficile distinguere i capi a causa della scarsa illuminazione, ma, ascoltando le spiegazioni precedenti, si possono intuire i processi tessili utilizzati in varie scene. Ad esempio, l’Essorage: una vecchia giacca da Savile Row viene ingrandita da otto a dieci volte, poi ristretta attraverso trattamenti e lavaggi chimici. In questo processo, i tessuti si corrodono e rivelano i loro colori autentici. Questo metodo è stato applicato da Galliano a vari capi, come la giacca in jeans, il loden e la T-shirt, tutti tipici della collezione Margiela.
Architettura e Moda
Maurizio Galante ha scelto l’Institut du Monde Arabe a Parigi come location per la sua collezione, una decisione non casuale. Questo palazzo, realizzato da Jean Nouvel nel 1987 durante l’era Mitterrand, è un simbolo del dialogo tra Europa e Medio Oriente. Oggi il presidente di questa istituzione è l’ex Ministro della Cultura di quel periodo, Jack Lang, che Galante ringrazia per avergli permesso di girare tra archi, arabeschi e luci metallizzate.
La collezione stellare
Un palazzo che si eleva verso il cielo, con un ascensore che sembra infinito, rivolto verso le stelle, sempre oggetto di grande interesse nel mondo arabo. Protagonista del filmato è l’iconica modella Amalia Vairelli, che interpreta i vestiti meglio di molte altre. Un top in organza si abbina a pantaloni in lino e seta. Le perle illuminano un bolero. I caftani sono leggeri come nuvole. Attenzione ai gioielli. Lo stilista originario di Latina li chiama Galanterie, con orecchini dalle forme geometriche e anelli che sembrano sculture. Le stoffe avvolgono il corpo della modella, le sue gambe agili e toniche mettono in risalto le ruches. Galante è un maestro nella creazione di colli architettonici, creando una cornice spettacolare per chi ha la fortuna di indossarli.
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Federico D’Angelo, specialista del benessere e delle tendenze moderne, offre consigli pratici per uno stile di vita equilibrato e ispiratore, adatto alle sfide quotidiane.
