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John Lennon: il drammatico racconto del suo assassinio l’8 dicembre 1980

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Di Giulia Moretti

 John Lennon, l’assassinio l’8 dicembre del 1980: il racconto del suo ultimo giorno

Una Giornata Piena di Impegni

L’8 dicembre 1980, Mark David Chapman, l’assassino, mirò a John Lennon con una pistola calibro 38, mentre l’ex Beatle teneva ancora tra le mani i nastri di «Walking On Thin Ice», una canzone di Yoko Ono che parla della fragilità imprevista della vita e della morte, quasi un presagio della tragedia imminente. Lennon e sua moglie erano appena rientrati al Dakota Building dopo un pomeriggio trascorso nei Record Plant Studios sulla 44ma strada, conclusione di un lunedì intenso tra interviste e sessioni fotografiche. Nel suo libro sulle morti misteriose delle leggende della musica («Amore, morte e rock’n’roll – Le ultime ore di 50 rockstar», Hoepli), il giornalista Ezio Guaitamacchi analizza minuto per minuto quella giornata fatale, arricchendo il racconto con interviste, rivelazioni e aneddoti raccolti durante la sua carriera, inclusa una testimonianza di James Taylor, che incontrò Chapman poche ore prima dell’omicidio di Lennon. Guaitamacchi spiega che la sua decisione di includere questo caso nel libro è nata dopo un viaggio negli USA nel gennaio 2020, quando visitò un’installazione di Yoko Ono presso la stazione della metropolitana sulla 72esima strada, vicino al Dakota Building. Questo gli ha permesso di riflettere, a quarant’anni di distanza, su come un fan possa arrivare a uccidere il proprio idolo e su come chi ha perso l’amore di una vita abbia continuato a vivere dopo un evento così devastante.

John e Yoko secondo l’illustratore Francesco Barcella

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