Il primo novembre segna la celebrazione di Ognissanti, una giornata dedicata dalla Chiesa cattolica al ricordo collettivo di santi, apostoli e martiri. Anche la Chiesa Ortodossa onora i santi, ma la loro festa cade la prima domenica dopo la Pentecoste. Ma perché proprio oggi in Italia?

Le origini

Le prime tracce di commemorazione dei martiri risalgono al IV secolo, un periodo in cui i cristiani erano oggetto di persecuzioni e molti morirono a causa della loro fede. Si ritiene che la celebrazione dei santi abbia avuto inizio con la conversione del Pantheon da tempio pagano a chiesa cristiana, dedicata a Maria e ai martiri, il 13 maggio del 609 o 610. Fu nell’anno 835 che Luigi il Pio, re dei Franchi, stabilì ufficialmente la data del primo novembre per questa festa, probabilmente per commemorare la consacrazione di un altare nella basilica di San Pietro da parte di papa Gregorio III. Alcune teorie suggeriscono che la scelta di questa data fosse intesa a sostituire festività pagane con celebrazioni cristiane, facendo così di Ognissanti un possibile sostituto del Samhain, antica festività celtica che è all’origine di Halloween.

Le tradizioni

In Italia, così come in altri paesi, la festa di Tutti i Santi precede il giorno dedicato alla memoria dei defunti. Le tradizioni includono la partecipazione a messe e altre cerimonie religiose, ma anche il ricordo dei propri cari scomparsi. È comune in Italia visitare i cimiteri, accendendo candele e portando fiori sulle tombe. Negli ultimi anni, anche usanze provenienti dall’estero, come Halloween, hanno iniziato a radicarsi nelle celebrazioni italiane.

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