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Mario Biondi esordio in italiano: Conti lo scarta a Sanremo, lui sul palco con Sayf

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Di Giulia Moretti

Mario Biondi e il primo disco in italiano: «Volevo portare un brano a Sanremo, ma Conti non me l'ha preso. Salvo poi fare il "paraculo" quando ho accompagnato Sayf»

Mario Biondi presenta questa settimana il suo primo album interamente in italiano, un progetto cui ha lavorato con calma per molti anni e che oggi rivela una componente più intima della sua produzione. L’uscita del disco e il tour che parte a inizio maggio segnalano un momento di svolta: il cantante porta in palcoscenico nuovi brani insieme ai classici che lo hanno reso noto.

Il disco, intitolato Prova d’autore, comprende venti tracce e arriverà in digitale e su CD venerdì, mentre la versione in vinile esce il 1° maggio. Biondi ha seguito personalmente testi, arrangiamenti e produzione, spiegando di aver voluto prendersi il tempo necessario per rifinire ogni pezzo.

Nei mesi scorsi l’artista ha tentato la strada del Festival di Sanremo proponendo un brano: non è stato selezionato tra i big, ma ha ricordato con ironia l’incontro con Carlo Conti, che lo ha comunque richiamato in altra veste per un’ospitata. Sul palco del Festival, in occasione dei duetti, Biondi ha inoltre condiviso una performance insieme a Sayf e Alex Britti che ha avuto eco tra il pubblico.

Dal 3 maggio inizierà un lungo tour nei teatri, seguito dalle date estive in festival e arene all’aperto. Il calendario include sette nuovi brani e i pezzi più popolari del cantante, in un concerto pensato anche per celebrare i vent’anni dall’uscita di Handful of Soul.

  • Album: Prova d’autore — 20 brani
  • Formati: digitale e CD (venerdì); vinile (1° maggio)
  • Tour: parte il 3 maggio nei teatri, poi date estive
  • Ruolo dell’artista: testi, arrangiamenti e produzione curati da Biondi
  • Tracce note: «Ciao dottore» (apertura dedicata a un medico scomparso) e «Tira sassi» (brano che risponde ai giudizi altrui)

Musicalmente il disco alterna ballad d’amore, racconti di vita quotidiana e canzoni che affrontano temi più duri. L’apertura con Ciao dottore è una composizione parlata dedicata a un medico che lo aveva aiutato in un momento difficile e che è morto durante il lockdown, un tono che introduce la parte più personale dell’album.

Un altro momento centrale è Tira sassi, in cui Biondi reagisce alle critiche scegliendo un registro diretto ma senza eccessiva polemica: l’intenzione dichiarata è trasformare le offese in qualcosa di utile, piuttosto che rispondere con rabbia.

Fuori dalla musica, l’artista racconta la sua vita familiare con leggerezza: è padre di dieci figli, con età che vanno dai trentenni ai più piccoli, e scherza sul venire “nonno” dopo l’arrivo di un bambino nella famiglia allargata. Alcuni dei figli hanno percorsi professionali molto diversi — dalla musica al lavoro con grandi tournée fino alla moda — e questo, secondo Biondi, incide anche sulle conversazioni in famiglia.

Per il pubblico e per il mercato italiano, l’uscita di un progetto così personale in lingua madre rappresenta un passo significativo. Da un lato conferma la volontà di Biondi di rinnovarsi; dall’altro pone la domanda su come il nuovo repertorio italiano verrà accolto dal suo pubblico storico e da chi lo scoprirà per la prima volta.

La prova sul palco delle prossime settimane sarà l’occasione per capire se questa scelta produrrà nuove aperture commerciali e critiche, e se i brani in italiano diventeranno parte stabile del suo repertorio live.

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