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Comme des Garçons Rivoluziona il Vetiver: Scopri il Futuro Antico

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Di Federico D'Angelo

Comme des Garçons To Vetiver, il futuro antico del vetiver

La più recente creazione olfattiva della maison francese, completata da Christian Astuguevieille e ideata da Antoine Maisondieu, esplora un ingrediente tradizionale della profumeria in maniera del tutto originale.

To Vetiver rappresenta non solamente un nuovo aroma nel ricco repertorio di Comme des Garçons, ma anche l’ultima opera di Christian Astuguevieille, iconico direttore creativo dei profumi del marchio, venuto a mancare lo scorso febbraio all’età di 79 anni. Presentato in un flacone dalla forma di ciottolo, questa volta verniciato di un vivace rosso vermiglio, il profumo è stato creato da Antoine Maisondieu, che ha collaborato strettamente con Astuguevieille per più di vent’anni, contribuendo alla creazione di diciassette fragranze.

La composizione si concentra su elementi quali pepe nero, timo bianco, olio di vetiver, ambra, opoponax, muschio e mirra. Non ci troviamo di fronte a un vetiver liscio, tipico degli armadi maschili ben organizzati, né a quello fresco e agrumato delle colonie estive, ma si naviga tra radici, fumo e sostanze minerali.

Il nome stesso, To Vetiver (una preposizione di movimento), indica piuttosto una direzione che un soggetto: il vetiver non è solo l’ingrediente principale, ma anche il leitmotiv olfattivo. Maisondieu ha optato per un vetiver distillato molecularmente, che cattura le sfumature legnose e minerali della radice, escludendo le note più verdi e crude tipiche del vetiver haitiano non trattato. Il risultato non assomiglia al vetiver fresco e pulito di Guerlain, né al vetiver fumoso e terroso di Encre Noire (Lalique), né al vetiver cuoiato di Sycomore (Chanel): è raffinato, secco e speziato.

L’ambra (Ambrofix) si percepisce in onde, apportando calore senza sovrastare; l’opoponax somalo emerge successivamente, con la sua dolcezza balsamica e anisata e note di miele scuro e fumo rituale. Il pepe nero aggiunge una texture ruvida; il timo bianco introduce un elemento aromatico che rende il verde più definito. Quindi entra in scena il vetiver: non si impone, ma siede discretamente in fondo, unificando gli altri componenti, conferendo profondità. L’opoponax, inoltre, orienta la fragranza verso una dimensione più oscura. Non si trasforma in puro incenso, ma evoca quell’intersecarsi di legno, fumo, balsamo e pelle calda che Comme des Garçons ha saputo esplorare (come nel primo Black, o in Wonderwood). La mirra completa questa transizione impedendo al vetiver di rimanere semplicemente secco o terroso. Le conferisce una qualità antica, quasi come se la radice fosse stata ritrovata in un vecchio deposito, tra legni bruciati, pietre fredde e spezie consumate. Il risultato finale differisce notevolmente da Series 4 Cologne: Vettiveru, una delle prime esplorazioni del vetiver da parte della maison francese. In quel caso, si trattava di una colonia piuttosto tradizionale, sebbene aggiornata per il nuovo millennio (lanciata nel 2002). Qui, Maisondieu parte da un ingrediente molto amato nella profumeria classica per rivelarne facce mai viste prima.

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La durata è abbastanza lunga, mentre la sillage moderata permette un utilizzo confortevole anche in ambienti come l’ufficio. Dopo circa due-tre ore, la fragranza si abbassa al livello della pelle e muta carattere: mirra e muschio creano una base quasi sacra, liturgica, ma senza l’incenso pieno e teatrale di alcuni profumi Amouage o l’eccesso resinoso di Serge Lutens.

Maisondieu è riuscito a conferire al suo ultimo profumo un carattere che sembra al tempo stesso antico e artificiale. Antico per le suggestioni delle materie prime, il richiamo alle fumigazioni sacre e la lunga storia della pianta. Artificiale perché si distacca dalla narrazione botanica: è quasi privo di elementi naturalistici, non c’è l’illusione della pianta: il vetiver diventa una materia che attraversa la storia, si fonde con le resine, si carica di pepe, si asciuga nel muschio.

Comme des Garçons ha consolidato la sua reputazione olfattiva rifiutando la profumeria troppo “bella” nel senso classico: Rei Kawakubo e Astuguevieille hanno introdotto nel mondo delle fragranze un concetto di dissonanza, con composizioni capaci di trasformare odori urbani, sintetici o quotidiani in materia estetica. Certo, chi cerca l’audacia concettuale di Odeur 53 o Sherbet Cinnamon potrebbe restare deluso: To Vetiver non è una rivoluzione olfattiva, ma è un profumo contemporaneo eccellente, realizzato con una mano leggera ed esperta. Non è creato per piacere a tutti, non deriva da strategie di marketing o studi di mercato, ma nasce da una vera curiosità intellettuale, qualità sempre più rara nella profumeria di oggi, sia di nicchia che mainstream. Se valutato con criteri di universalità e piacevolezza immediata, può non convincere. Tuttavia, considerato come l’ultimo capitolo nella storia di Astuguevieille, possiede tutta la profondità e la personalità di un vero Comme des Garçons.

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