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Cesare Cremonini, trionfo a Circo Massimo con 65mila: annuncia nuovo album e ritorno al rock

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Di Giulia Moretti

Cesare Cremonini incanta i 65mila del Circo Massimo. Ma annuncia: «Pronto un nuovo album, basta lustrini e stadi per un po', torno al rock'n'roll»

Cesare Cremonini ha lanciato a Roma il tour Live2026 con uno spettacolo imponente ma ha promesso una svolta artistica: entro l’anno uscirà un nuovo album che lo porterà lontano dagli stadi. È una notizia che conta perché cambia il racconto di un artista abituato alle grandi platee e può influenzare le scelte dei live in Italia.

Dal Circo Massimo a un futuro più intimo

Davanti a circa 65.000 persone al Circo Massimo, Cremonini ha chiuso il cerchio della sua produzione più popolare e annunciato un cambio di rotta. Il tour attuale — cinque date nelle grandi arene più una serata “zero” a Gorizia, per un totale di circa 350.000 biglietti venduti — potrebbe essere l’ultimo segmento pensato per platee così vaste.

Il cantautore bolognese ha spiegato che il prossimo progetto discografico, registrato a Londra nello Studio 13 fondato da Damon Albarn, lo spingerà verso spazi diversi: non tornerà al minimalismo del solo piano e voce, ma rinuncerà alla *spettacolarizzazione* dei grandi eventi per concentrarsi sulla sostanza musicale.

Il disco e i collaboratori

Il nuovo lavoro è stato descritto come «più ruvido e rock», con riferimenti a figure come Lou Reed e David Bowie. Tra i musicisti coinvolti c’è il sassofonista statunitense Donny McCaslin, mentre le registrazioni sono avvenute nello storico Studio 13 londinese.

  • Titolo tour: Live2026
  • Luogo d’apertura: Circo Massimo, Roma (circa 65.000 spettatori)
  • Biglietti venduti: ~350.000 (incl. data zero a Gorizia)
  • Album: in uscita entro la fine dell’anno; sound più rock e sperimentale
  • Collaboratori: Donny McCaslin; registrazioni a Studio 13 (Damon Albarn)
  • Prossime tappe: possibili date all’estero, con ipotesi di partenza da Londra

Uno spettacolo che mescola grande produzione e momenti intimi

Lo show romano è stato un allestimento imponente: palco lungo oltre 60 metri, passerella centrale di quasi 100 metri, quattro torri scenografiche alte 22 metri e immagini che alternavano paesaggi dell’Alaska a riprese live della performance. Sul palco, oltre a undici musicisti e una sezione fiati, Cremonini si è mostrato polistrumentista: chitarra, pianoforte, fisarmonica e soprattutto il suo sax, ormai cifra stilistica delle nuove sonorità.

Ospiti della serata sono stati Elisa e Luca Carboni; con Jovanotti è arrivata una versione energica de «L’ombelico del mondo». A sorpresa è salito sul palco anche Valentino Rossi, mentre la compagna del cantante, Caterina Licini — nota per la partecipazione al talent show Amici — si è esibita durante «La ragazza del futuro». Il concerto andrà in onda su RaiUno il 2 settembre.

Perché questo passaggio interessa il pubblico e il settore live

Cremonini non parla solo di gusto personale: la sua intenzione di abbandonare la logica del “più grande è meglio” mette in discussione un modello di carriera molto diffuso tra le nuove generazioni di artisti. Ridurre la scala degli spettacoli pur mantenendo intensità musicale può ridefinire le aspettative dei promoter, delle platee e degli stessi musicisti.

Il cantautore ha raccontato come l’approccio al sax gli abbia dato una disciplina nuova e l’ossessione creativa necessaria in momenti difficili della vita. Ha evitato di entrare nei dettagli personali, prendendo le distanze dalle letture eccessive di alcuni suoi post sui social, ma ha ammesso che la musica gli ha offerto una via d’uscita e una nuova forma espressiva.

Nonostante l’annuncio di spazi più raccolti in futuro, Cremonini ha chiarito che non si tratta di un ritorno al minimale: vuole meno fronzoli scenici ma non ridursi a un semplice formato acustico. E, alla fine, ha scherzato sull’idea di chiudere la carriera suonando in un piccolo club con una paga modesta: «Sarebbe comunque una bella fine».

Le prossime mosse — la promozione del nuovo album, le eventuali date più contenute e il possibile inizio del tour dall’estero — saranno osservate con attenzione: per fan e operatori dello spettacolo la scelta di Cremonini può essere un esempio concreto di come ripensare il rapporto tra musica, palco e mercato.

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