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Lamezia Terme: liceo modello, preside e otto indagati per voti truccati e mobbing

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Di Elio Ferri Elio

Lamezia Terme: liceo modello, preside e otto indagati per voti truccati e mobbing

La Procura di Catanzaro ha notificato la chiusura delle indagini su presunte irregolarità nel liceo scientifico Galileo Galilei di Lamezia Terme, istituto che nel 2023 risultava primo in Calabria secondo la classifica Eduscopio. Le contestazioni — tra cui accessi non autorizzati ai sistemi informatici, falsificazione di registri e presunti episodi di mobbing — sollevano questioni immediate su trasparenza, risorse pubbliche e tutela degli studenti.

Le accuse principali

Secondo gli atti, dieci persone sono state iscritte nel registro degli indagati: l’indagine prende in esame un arco temporale specifico nel 2023 e ipotizza manipolazioni del registro elettronico, falsi documentali e trattamenti persecutori sul luogo di lavoro.

  • Accesso abusivo al sistema informatico della scuola per modificare voti e fogli di presenza.
  • Falsificazione materiale e ideologica di documenti relativi a ore di attività e presenze.
  • Presunti maltrattamenti nei confronti di docenti considerati “dissidenti”, configurati come mobbing.
  • Utilizzo di credenziali ufficiali per ottenere informazioni su procedimenti penali da parte di un militare della Guardia di Finanza.

Come sarebbero avvenute le alterazioni

La procura contesta che, tra il 28 gennaio e il 13 giugno 2023, la dirigente scolastica abbia effettuato più accessi al registro elettronico per modificare valutazioni già inserite da colleghi in materie come storia dell’arte, latino, scienze naturali e scienze motorie.

Computer di un docente con registro elettronico aperto su uno schermo
Il registro elettronico è al centro delle accuse di alterazione delle valutazioni.

Altri insegnanti sono accusati di avere alterato le ore di attività o di aver predisposto falsi fogli firme per attività extracurriculari — attribuite alla necessità di giustificare compensi aggiuntivi — con l’obiettivo dichiarato di sanare anomalie potenzialmente rilevanti per un successivo procedimento per truffa ai danni dello Stato.

Il ruolo del militare della Finanza

Diverso, ma rilevante, è il profilo relativo al maresciallo della Guardia di Finanza: l’indagine ritiene che il militare abbia consultato, usando il proprio account, il sistema di gestione delle indagini penali per acquisire informazioni su tre procedimenti. L’accesso sarebbe avvenuto su sollecitazione di una docente indagata e del marito di quest’ultima.

Ufficio generico con uniforme della guardia di finanza appesa in lontananza
Il coinvolgimento di un maresciallo della Guardia di Finanza complica l’inchiesta.

Questi accertamenti inseriscono un ulteriore elemento di complessità, perché mescolano ambiti amministrativi scolastici e attività investigative istituzionali.

Possibili implicazioni per la scuola

Per una scuola che si era distinta nelle classifiche regionali, le indagini ridimensionano l’immagine pubblica e pongono interrogativi concreti: controlli sui finanziamenti per le attività extracurricolari, revisione dei registri e verifiche sulla correttezza delle procedure interne. Anche i diritti degli studenti — relative a valutazioni e frequenze — potrebbero necessitare di chiarimenti ufficiali.

Al momento si tratta di ipotesi investigative; toccherà all’autorità giudiziaria valutare la fondatezza delle accuse e definire eventuali responsabilità penali o amministrative.

Chi risulta indagato

Tra gli indagati compaiono dirigenti scolastici, docenti, un coniuge e un militare. I nomi citati nell’avviso di chiusura indagini sono:

  • Teresa Antonietta Goffredo, 58 anni, dirigente scolastica.
  • Maria Rosaria Rocca — docente.
  • Giovambattista Chirillo — docente.
  • Anna Rosa — docente.
  • Pasqualina Bagnato — docente.
  • Maria Piera Adamo — docente.
  • Marietta Paola Veltri — docente.
  • Giuseppina Sandra Anania — docente.
  • Luigi Carlo Isabella — coniuge di una docente.
  • Renato Molinaro — maresciallo della Guardia di Finanza.

La notifica della chiusura indagini rappresenta un passaggio procedurale che può precedere richieste di rinvio a giudizio o archiviazioni; intanto la vicenda resta sotto osservazione, con ricadute possibili sull’organizzazione dell’istituto e sulla fiducia della comunità scolastica.

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