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Cybersicurezza Nazionale: Mantovano annuncia, “Nuovo decreto imminente in Cdm”

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Di Elio Ferri Elio

Mantovano difende l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale: “A giorni il nuovo decreto in Cdm”

Intervento del Sottosegretario sulla vicenda Equalize

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha recentemente preso posizione riguardo le indagini dell’operazione Equalize, esprimendo forte rammarico per quanto sta emergendo a danno dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn). Alfredo Mantovano, ha difeso l’Acn dalle accuse relative a presunte infiltrazioni nei suoi sistemi informatici, menzionate da alcuni degli arrestati nell’ambito dell’inchiesta milanese. Questi ultimi avevano dichiarato di essere riusciti a penetrare i server dell’agenzia attraverso un’azienda incaricata della manutenzione.

Mantovano ha sottolineato come l’Acn, nonostante sia un’istituzione giovane con circa tre anni di attività e una crescita da poche unità a 800 previste, stia compiendo notevoli sforzi nel costruire la propria architettura in un contesto di scarsezza di professionalità tecniche nel settore cyber. Il sottosegretario ha lamentato il fatto che l’importante lavoro di coordinamento dell’Acn con le strutture cyber delle varie amministrazioni rischi di essere minato da affermazioni leggere e non verificate diffuse tramite mezzi di informazione, tra cui notizie di polizia giudiziaria che non confermano l’iscrizione nel registro degli indagati di alcun dipendente dell’Acn a Milano.

Legislazione e sicurezza cyber

Sul fronte della normativa, Mantovano ha riaffermato che la legislazione attuale è complessivamente adeguata. Ha precisato che è richiesto a tutti gli attori, sia quelli originalmente inclusi nel perimetro di sicurezza sia quelli aggiunti con le nuove disposizioni, di mantenere aggiornati i sistemi di protezione delle proprie banche dati e di comunicare gli aggiornamenti effettuati per confermare che i livelli di sicurezza rispettano gli standard riconosciuti. Ha inoltre evidenziato la necessità di un’analisi tecnica piuttosto che politica, in seguito a recenti tensioni che hanno ritardato la presentazione del decreto cyber in consiglio dei ministri, tensioni che prevede saranno risolte in breve tempo.

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Per quanto riguarda le competenze sulle indagini dei reati cyber, Mantovano ha ribadito che queste sono già assegnate alle procure distrettuali antimafia per quanto concerne l’operatività e le capacità di indagine e alla Procura nazionale antimafia per il coordinamento e l’impulso basati su poteri generali. Ha concluso sottolineando che l’attuale dibattito si concentra unicamente sulla verifica di quanto realizzato a giugno e sull’eventuale necessità di ulteriori aggiustamenti per migliorare l’efficacia del sistema.

Conclusione

In sintesi, il sottosegretario Mantovano ha espresso fiducia nell’opera svolta dall’Acn e ha chiamato a un approccio più serio e riflessivo da parte dei media e delle istituzioni nell’affrontare e divulgare questioni di tale delicatezza e importanza. Ha enfatizzato la necessità di basarsi su fatti concreti e non su supposizioni o dichiarazioni non verificate, al fine di proteggere l’integrità e l’efficacia delle strutture nazionali dedicate alla cybersicurezza.

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