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Carlos Diaz Gandia: “Il mio video sfida gli stereotipi, chiunque può ballare!”

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Di Giulia Moretti

Carlos Diaz Gandia, il coreografo di Gaia: «Spero che il mio video abbatta gli stereotipi sul fisico. Tutti possono ballare, basta farlo con gioia»

Nato nel 1994, questo ballerino spagnolo, che ha anche ideato la coreografia di “Tuta Gold”, è diventato un fenomeno di popolarità quando la make-up artist di Gaia ha condiviso un suo video.

C’è chi usa il ritmo del “tiki-ta, tiki-ta, tiki-ta, ka-ka” come sveglia. Le immagini di Carlos Diaz Gandia, che danza su questo ritmo mentre dirige Gaia durante la registrazione del video “Chiamo io chiami tu”, non sono solo energizzanti ma anche contagiose. Questo breve video, realizzato senza che Diaz lo sapesse, è diventato una miniera di meme e ha raggiunto una popolarità virale, consolidando la reputazione di Diaz, già noto nel settore, come un’icona e un modello, grazie al suo talento, la sua vivacità e il suo fisico unico.

La sua vita è stata stravolta da quel video?
“Sì, tutto è cambiato in un attimo. Ora ovunque vado, la gente mi riconosce e mi chiede di fare foto. È incredibile. Prima ero abituato a vedere le persone fermare gli artisti per cui lavoravo, ma mai il coreografo. Ora riconoscono anche me.”

Quando si è reso conto che qualcosa era cambiato?
“Ho notato che il mio Instagram era in fiamme, i follower aumentavano vertiginosamente, ma non capivo il perché. Tutto è iniziato quando la truccatrice di Gaia ha deciso di pubblicare quel video dove ballavo. Ero così concentrato su Gaia, per trasmetterle energia, che non mi ero nemmeno accorto della registrazione. Poi Gaia mi ha scritto: ‘Carlos, ti rendi conto che questo video sta spopolando?’ In poche ore aveva raggiunto 7 milioni di visualizzazioni.”

Numeri straordinari.
“Avevo già avuto esperienze con lavori che diventavano virali: per esempio, la coreografia ‘Tuta Gold’ di Mahmood aveva fatto il giro dei social, ma io venivo solo menzionato. Ora pensavo che l’interesse sarebbe svanito in pochi giorni, ma non è stato così. Continuo a ricevere molti messaggi molto positivi.”

Che tipo di messaggi riceve?
“Le persone mi dicono cose meravigliose, chi ha un fisico diverso mi vede come una fonte di ispirazione, mi ringraziano perché li incoraggio a perseguire i loro sogni. C’è chi mi considera il suo motivatore personale, chi è innamorato della mia energia. Io sono semplicemente me stesso, sono il ragazzo del video.”

Quindi i meme divertenti non le dispiacciono?
“No, perché tutto ciò che porta gioia alle persone è positivo. L’unica cosa che mi dispiace è che, nonostante la mia carriera di coreografo, a volte l’attenzione si concentra solo sul mio corpo. Non mi dispiace per me stesso: sono molto orgoglioso della persona che sono. Mi dispiace vedere l’odio in alcune persone che preferiscono commentare solo il mio aspetto fisico. Mi fa tristezza per loro, non per me. Comunque nessuno mi ha detto nulla di nuovo. Io preferisco parlare del mio lavoro, perché è qui che eccello.”

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Quando ha capito che la danza sarebbe stata la sua vita?
“È stato un percorso molto graduale, anche se avevo un istinto, nel mio DNA, che credo sia comune a tutti i ballerini quando sentono la musica. La danza è l’espressione fisica di ciò che la musica provoca nel corpo. Fin da bambino, ballavo tutto il giorno, era una passione enorme.”

È stato facile portarla avanti?
“Sono nato nel 1994 a Valencia, in un’epoca in cui c’era ancora una certa perplessità riguardo ai ballerini uomini. Ho vissuto questo periodo di cambiamento culturale e sociale, ma non è sempre stato facile. Suonavo il pianoforte, poi a 13 anni ho deciso di dedicarmi alla danza e mi è sembrato di averla sempre conosciuta. È la mia identità. Mi dicevano che ero portato, ho continuato a studiare, poi ho iniziato a insegnare. La mia prima lezione all’estero è stata in Italia. Da dieci anni a Valencia ho il mio studio di danza.”

Lei sostiene che tutti possono ballare.
“Assolutamente sì. Anch’io ho iniziato senza aspettative, l’ho fatto solo per la gioia di farlo. Non sapevo che sarebbe diventato il mio lavoro, ma ero certo che il ballo mi avrebbe accompagnato per tutta la vita. E non sono più ballerino di una persona che si gode la musica a casa: faccio la stessa cosa, mi muovo sulla musica. Il fatto che sia anche il mio lavoro non mi rende migliore: ballerini siamo tutti, il ballerino è chi balla. È un istinto. Fine.”

La danza, in particolare la danza classica, insegna invece il contrario: non tutti possono essere ballerini.
“La filosofia è diversa perché anche lo stile è diverso. La danza classica è la disciplina più dura. Mi piace molto anche se non la sento adatta a me. Anche il flamenco mi piace, eppure non è per me. La mia scelta è il pop: sono un ex bambino fan di Britney Spears, Will Smith, Beyoncé. Sono cresciuto con questa musica ed era ciò che mi emozionava. Al pianoforte suonavo Mozart e Beethoven, ma non volevo ballare Mozart, volevo ascoltare Beyoncé.”

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Che ne pensa dei video social, spesso controversi, di Britney Spears che balla da sola nel suo salotto?
“Io la amo. Noi non siamo nessuno per giudicare gli altri, non sappiamo cosa c’è dietro. Lei è libera di fare quello che vuole, è autentica, e se ballare in quei video le porta gioia io la supporto al cento per cento. Se mi chiamasse per lavorare con lei impazzirei, farei tutto quello che vuole: giri, salti. È un suo modo di esprimere i sentimenti che ha dentro, senza parlare.”

Come sono arrivate le prime collaborazioni?
“La prima a chiamarmi è stata Nathy Peluso, cercava un coreografo urban e ha trovato il mio profilo sui social. Poi è arrivato Mahmood, che mi ha visto nel video di Nathy, e ho iniziato a lavorare con lui: è un talento puro.”

Ha ideato le mosse di ‘Tuta gold’. Si aspettava che tutti l’avrebbero ballato?
“Non penso a rendere virale un movimento, voglio solo essere il miglior amico della canzone. Io lavoro per la canzone e poi quello che succede, succede. La genuinità si percepisce. Vedere poi che tanti provano le mosse che ho ideato è un bel regalo, significa che la gente comprende quello che faccio.”

Cosa le dice sua mamma?
“Mia mamma è impazzita, non capisce più niente, vede solo che stanno succedendo tantissime cose, anche perché il massimo del successo è in Italia, ancora più che in Spagna. Lei è la mia fan numero uno.”

Proseguendo con le collaborazioni, c’è Gaia.
“L’ho conosciuta attraverso il team di Tony Effe, che mi aveva chiamato per ‘Sesso e samba’. Con lei siamo amici, ci capiamo molto.”

E Will Smith?
“Sono stato contattato quando era ospite di un grosso evento in Spagna. Ci siamo trovati benissimo e da allora abbiamo fatto tanti progetti insieme. Lui è gentilissimo, rispetta tutti, saluta tutti, è una grande ispirazione oltre al fatto che lui è, senza dubbio, una delle ragioni per cui io ballo. Ballavo sulle sue canzoni e ora le ho coreografate. L’ho ringraziato e gli ho detto che è stato il mio motore, mi sento molto grato.”

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In Italia abbiamo Luca Tommasini.
“Non lo conosco personalmente ma so tutto di lui, è un gigante: ha fatto la storia mondiale della coreografia. In questi giorni ho visto che ha fatto un post su di me, dicendo cose bellissime. Lo ringrazio tanto e spero di incontrarlo.”

C’è mai stato qualcuno che l’ha demoralizzata, negli anni?
“La gente ha sempre delle opinioni su di te, ma vanno ascoltate fino a un certo punto. È ovvio che le cose cattive sono cattive e basta, non vanno normalizzate. Sono contro l’odio gratuito. Poi è capitato anche, sul lavoro, che arrivassi in certi contesti e non essendo un ballerino standard, con un fisico nella norma, le persone ci mettessero un po’ per capire che sono il coreografo. Ci sono stati dei momenti di imbarazzo, magari su qualche set, con la gente che mi chiedeva: ma tu sei della produzione? E io rispondevo: no, no, io sono il coreografo. E dentro di me aggiungevo: aspetta cinque minuti che adesso te lo faccio vedere. Non giudicare un libro dalla copertina: è il mio slogan.”

Da coreografo, come vedrebbe un ballerino con un fisico non standard?
“Io voglio vedere persone che mi fanno emozionare, senza guardare corpo, colore di pelle, ideologia di genere. Quando guardo una persona ballare io voglio emozionarmi e non me ne frega niente se sei più basso, se sei più alto. Credo che andando avanti tutte queste cose verranno meno e la differenza si vedrà sempre di più. Se questo video, che ha fatto ridere la gente, servirà anche ad andare oltre gli stereotipi, allora tutto questo è un regalo ancora più bello.”

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