La procura di Bari ha dato il via a verifiche tecniche sui dispositivi sequestrati al bancario sospettato di aver monitorato centinaia di clienti: la novità è cruciale perché può chiarire se si è trattato di un atto isolato o di un sistema esteso che coinvolge anche l’istituto. L’indagine, nelle sue prime fasi, mette sotto esame non solo il comportamento del dipendente ma anche la responsabilità di Intesa nell’eventuale mancato controllo.
I consulenti nominati dalla procura hanno cominciato ieri l’analisi dei computer e dei dispositivi sequestrati nella casa e nell’ex ufficio di Vincenzo Coviello, con l’obiettivo di ricostruire i percorsi di accesso e identificare possibili coautori o mandanti. Parallelamente, la magistratura sta valutando la posizione della banca: Intesa è iscritta nel registro degli indagati per la cosiddetta responsabilità oggettiva, che prende in esame eventuali ritardi o lacune nei meccanismi di controllo interno.
Un sospetto non confermato
Tra le affermazioni contestate compare anche quella — pronunciata dallo stesso indagato in modo confidenziale — secondo cui avrebbe spiato «chiunque», citando tra i possibili obiettivi perfino il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Al momento però nei file consegnati dalla banca, relativi al periodo febbraio 2022–febbraio 2024, il nome del Capo dello Stato non risulta tra le ricerche registrate. La procura ha quindi disposto approfondimenti: i tecnici verificheranno se è possibile estendere la ricerca oltre quel periodo e se emergano tracce utili nei dispositivi sequestrati.
Chi è stato controllato
Le verifiche si concentreranno sulle ricerche effettuate dall’impiegato e sui profili consultati. Tra i correntisti che sarebbero stati presi di mira compaiono nomi noti dello spettacolo e della politica: tra gli altri vengono citati Francesca Pascale, Marco Materazzi e Antonino Cannavacciuolo. L’elenco completo è oggetto di verifica tecnica e dovrà essere incrociato con i dati ricavati dagli strumenti sequestrati.
- Numero di persone coinvolte: 3.572 correntisti segnalati come potenzialmente spiati;
- Periodo dei dati consegnati: febbraio 2022 – febbraio 2024 (oggetto di possibili estensioni d’indagine);
- Indagati: il dipendente Vincenzo Coviello e, per responsabilità oggettiva, la banca Intesa;
- Procuratori titolari: il capo della procura Roberto Rossi e l’aggiunto Giuseppe Maralfa seguono il fascicolo;
- Passi successivi: analisi forense dei dispositivi, verifiche sui server della banca, eventuali querele e richieste di costituzione di parte civile.
Già da ieri decine di avvocati si sono presentati in procura per rappresentare clienti che intendono costituirsi parte civile e chiedere il risarcimento dei danni. Per molti correntisti l’annuncio ufficiale della banca non basta: i legali chiedono accesso agli atti per predisporre azioni civili.
Intesa, tramite un portavoce, ha sottolineato di non aver ricevuto comunicazioni formali sulla chiusura degli accertamenti e ha ribadito che la banca si considera parte lesa. Fonti dell’istituto spiegano che, dopo aver individuato anomalie nei controlli interni, sono state avviate procedure disciplinari e una ricostruzione complessa degli eventi, che ha poi portato alla denuncia.
Domande aperte e possibili scenari
Al centro dell’inchiesta restano due interrogativi chiave: ha agito da solo Coviello e, se sì, come hanno potuto sfuggire per tanto tempo i sistemi di controllo? Oppure c’è un’organizzazione più ampia dietro gli accessi non autorizzati? La risposta arriverà dalle analisi forensi, che potrebbero rivelare pattern di accesso, comunicazioni esterne o l’uso di credenziali condivise.
Le conseguenze pratiche per i correntisti coinvolti vanno oltre il risarcimento economico: si profilano rischi concreti per la privacy, possibili danni reputazionali e la necessità di una revisione dei protocolli di sicurezza negli istituti bancari. Se l’indagine confermerà negligenze nei controlli, potrebbe aprirsi una stagione di cause civili e approfondimenti regolamentari sul ruolo degli operatori e sui flussi di autorizzazione interni.
Nei prossimi giorni i consulenti continueranno l’esame dei supporti digitali e la procura deciderà se estendere le indagini a periodi precedenti al 2022. Ogni nuovo elemento potrà cambiare lo scenario: dalla conferma di un gesto individuale a ipotesi più complesse che coinvolgano responsabilità interne all’istituto.
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Elio Ferri, appassionato di attualità e dotato di un acuto senso dell’analisi, vi informa con chiarezza sugli eventi che plasmano il mondo e l’Italia.
