La serata dei David di Donatello 2026 ha riservato sorprese e tensioni: un film inatteso ha dominato le statuette, mentre fuori dalla sala decine di lavoratori del cinema hanno protestato per contratti e fondi. La premiazione mette sotto i riflettori non solo vincitori e assenti eccellenti, ma anche le condizioni economiche del settore.
Le città di pianura di Francesco Sossai è stato il trionfatore della notte, portando a casa otto premi tra cui quelli per miglior film, miglior regia e miglior attore protagonista per Sergio Romano. Il risultato segna la consacrazione di un regista giovane e poco atteso, con un’opera che racconta il Veneto rurale attraverso due personaggi alle prese con dipendenze e perdita d’identità.
Il vincitore e il contesto
Sossai, 37 anni e originario del Veneto, arriva al riconoscimento dopo anni di film sperimentali e cortometraggi a basso budget. Ha ricordato pubblicamente la fatica del lungo percorso produttivo e la rete di sostegno personale che ha reso possibile il film: «Dieci anni di battaglie», ha detto, richiamando l’attenzione sul valore del cinema come specchio della società.
Colpisce l’assenza di premi per titoli attesi: La grazia di Paolo Sorrentino, che partiva con 14 candidature, e Queer di Luca Guadagnino, con cinque nomination, hanno lasciato il palco a mani vuote. In compenso, il regista d’opera Damiano Michieletto, al suo primo lungometraggio con Primavera, si è aggiudicato quattro David.
Volti e discorsi che pesano
La serata è stata anche la vetrina di interventi politici ed appelli sindacali. Matilda De Angelis, premiata come miglior attrice non protagonista per Fuori, ha dedicato il suo discorso alla difesa del lavoro nel cinema, sottolineando il ruolo sociale e culturale della settima arte.
Lino Musella, miglior attore non protagonista per Nonostante, ha usato il proprio spazio per dichiarazioni politiche e per dedicare il premio a movimenti internazionali. Gianni Amelio ha ricevuto il David alla carriera, omaggiato in piedi dall’aula.
La protesta dei lavoratori
Fuori dallo studio, scenografi, montatori e tecnici hanno inscenato un flash mob silenzioso con maschere bianche per denunciare la «invisibilità» e la precarietà del loro lavoro. Il collettivo guidato dal sindacato USB ha ribadito che il contratto collettivo è fermo al 1999 e che i finanziamenti pubblici al cinema sono calati (da 696 a 626 milioni, con un primo stanziamento poi corretto da 606).
La manifestazione ha ricordato che, nonostante la celebrazione e i riflettori, la filiera produttiva vive tensioni economiche e professionali che rischiano di compromettere il futuro delle produzioni italiane.
La diretta e il clima della serata
La cerimonia, trasmessa su Rai1 e durata oltre quattro ore, è stata condotta da Flavio Insinna. Il tono della serata ha oscillato tra momenti di spettacolo e appelli di schieramento civile, con numerosi interventi a favore della pace e contro le guerre.
Il premio del pubblico (David dello spettatore) è andato a Buen Camino di Gennaro Nunziante, film che ha registrato successo al botteghino ma il cui regista non era presente alla premiazione.
Elenco dei principali vincitori
| Miglior film | Le città di pianura — Francesco Sossai |
| Miglior regia | Francesco Sossai — Le città di pianura |
| Miglior attore protagonista | Sergio Romano — Le città di pianura |
| Miglior attrice protagonista | Aurora Quattrocchi — Gioia mia (83 anni) |
| Miglior esordio alla regia | Margherita Spampinato — Gioia mia |
| Miglior attore non protagonista | Lino Musella — Nonostante |
| Miglior attrice non protagonista | Matilda De Angelis — Fuori |
| David dello spettatore | Buen Camino — Gennaro Nunziante |
| David alla carriera | Gianni Amelio |
Altri premi significativi
- Migliore sceneggiatura originale: Le città di pianura — Francesco Sossai e Adriano Candiago
- Migliore sceneggiatura non originale: Le assaggiatrici — équipe guidata da Doriana Leondeff e Silvio Soldini
- Migliore fotografia: Paolo Carnera — La città proibita
- Migliore colonna sonora: Fabio Massimo Capogrosso — Primavera
- Miglior canzone originale: «Ti» — KRANO (da Le città di pianura)
- David Giovani: Le assaggiatrici — Silvio Soldini
- Miglior cortometraggio: Everyday in Gaza — Omar Rammal
- David speciale: Bruno Bozzetto; Premio Cinecittà: Vittorio Storaro
La serata evidenzia due linee parallele: da un lato la forza creativa del cinema italiano, capace di premiare opere emergenti; dall’altro le fragilità economiche e contrattuali che spingono la categoria a rivendicare protezione e risorse. Per il settore la sfida ora è trasformare il consenso critico in sostegni concreti che permettano alle maestranze di lavorare con dignità e alle produzioni di durare nel tempo.
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Giulia Moretti, esperta dei mondi culturali e del cinema, condivide approfondimenti esclusivi sulle celebrità e sui retroscena dello spettacolo italiano.