La celebrità si impone come protagonista di “Good American Family”, un mix tra dramma e thriller su Disney+ a partire dal 9 aprile
Ellen Pompeo (55 anni)
Nell’ultima stagione ho partecipato a sette episodi di Grey’s Anatomy e continuo a prestare la mia voce fuori campo. Anche se esploro nuovi orizzonti, rimango profondamente legata a quella serie che mi ha permesso di esercitare il mio mestiere e di crescere i miei figli in un ambiente stabile. Per Ellen Pompeo, lavorare per 21 anni sullo stesso set è stato come avere un lavoro a tempo indeterminato. Avere una routine è molto utile quando si hanno bambini piccoli, ma ora che i suoi tre figli sono adolescenti, l’attrice ha deciso di esplorare nuove strade, senza però tagliare del tutto i ponti col passato. La dottoressa Meredith Grey, che a metà della diciannovesima stagione ha lasciato il Grey Sloan Memorial Hospital di Seattle dopo più di vent’anni, annunciando il suo trasferimento a Boston, «farà ritorno di tanto in tanto, dopotutto quella è casa sua», ma l’interprete ha trovato lo spazio per dedicarsi ad altri progetti. Ora è infatti protagonista e produttrice di una nuova miniserie di otto episodi, “Good American Family”, disponibile su Disney+ dal 9 aprile. La serie narra la storia vera e inquietante di una ragazza ucraina affetta da una rara forma di nanismo, adottata negli Stati Uniti e poi lasciata a sé stessa. Pompeo interpreta Kristine Barnett, madre biologica di tre figli, che nel 2010 decide insieme al marito (Mark Duplass) di adottare la piccola Natalia Grace (Imogen Faith Reid).
Tuttavia, presto Kristine inizia a nutrire sospetti sull’età di Natalia. Nel 2012, i Barnett ottengono dal giudice il cambiamento ufficiale della data di nascita della ragazza, che improvvisamente diventa una 23enne e viene costretta a vivere da sola. La serie viene esplorata da diverse prospettive. Nella prima parte prevale la visione della madre adottiva, mentre negli ultimi episodi si passa al punto di vista della giovane Natalia. “Oggi conosciamo la verità. Nel 2024, l’età della vera Natalia Grace è stata riportata a quella che lei dichiarava di avere. Il cambio di prospettiva solleva domande: perché tendiamo a giudicare senza conoscere realmente i fatti? Perché, se qualcuno è diverso da noi, parla in modo diverso o proviene da un altro luogo, siamo così diffidenti?”, riflette l’attrice.
Dopo aver interpretato lo stesso personaggio per ventuno anni, non deve essere stato facile per Pompeo assumere un nuovo ruolo, soprattutto quello di un personaggio reale ancora in vita. Pompeo spiega di non essersi approcciata al ruolo “con l’intento di ritrarre fedelmente una persona reale, non era nostro scopo ripercorrere esattamente gli eventi. Piuttosto, abbiamo voluto parlare di genitorialità, abuso sui minori, salute mentale e disabilità. Sono temi delicati e importanti”, afferma.
Dal set di Grey’s Anatomy è arrivato qualche aiuto? “Non tanto nel senso di interpretare un medico, quanto per aver fatto parte di un progetto artistico così a lungo. Questo mi ha aiutato a stabilire le priorità”. Essere madre di tre ragazzi ha sicuramente influito. “Essere genitore ti fa comprendere le convinzioni che una madre può avere, nel credere di sapere cosa è meglio per i propri figli. Inoltre, conoscevo la pressione imposta dalla società. Una madre è un essere imperfetto a cui tutti chiedono di fare sempre la cosa giusta”, conclude l’attrice.
Proprio come accade ai medici di Grey’s Anatomy. “Non credo che quello show finirà mai”, ha dichiarato l’attrice durante The Jennifer Hudson Show. “Quel set, quella serie sono speciali per me, e l’amore che continuo a ricevere dai fan è incredibile. Non so cosa succederà, ma per coloro che sono coinvolti nel progetto è importante che io rimanga. E così farò”.
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Giulia Moretti, esperta dei mondi culturali e del cinema, condivide approfondimenti esclusivi sulle celebrità e sui retroscena dello spettacolo italiano.
