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George Clooney a Cuneo critica duramente Trump: decoro pubblico compromesso

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Di Giulia Moretti

George Clooney a Cuneo: «Con Trump si è superato il limite della decenza»

In una mattina di aprile insolitamente calda per il Piemonte, George Clooney è salito sul palco del Palazzetto dello Sport di Cuneo davanti a tremila studenti: una presenza inattesa che ha trasformato un incontro locale in un dibattito sui confini della politica, sulla sicurezza internazionale e sulle responsabilità del mondo dello spettacolo. Le sue osservazioni toccano questioni che interessano oggi l’opinione pubblica internazionale e i giovani spettatori presenti.

L’evento, promosso dalla Fondazione Crc e moderato dalla giornalista Mia Ceran, ha visto arrivare ragazzi e ragazze dalle scuole superiori di Alba, Mondovì, Saluzzo e Savigliano. Clooney è comparso senza entourage apparente, in auto privata, e ha risposto a lungo, con tono diretto, su temi che vanno ben oltre il cinema.

Politica e responsabilità

Il protagonista ha espresso forte preoccupazione per l’attuale clima politico negli Stati Uniti. Ha condannato idee che, a suo avviso, mettono a rischio i fondamenti della convivenza civile, sostenendo che anche il confronto politico ha limiti di decenza da non oltrepassare. Ha invitato a distinguere tra il sostegno a posizioni conservatrici e comportamenti che rasentano l’insulto alle regole democratiche.

Sul fronte internazionale Clooney ha mostrato apprensione per il ruolo della Nato, definendola una garanzia di sicurezza per l’Europa e per il mondo. Smantellare istituzioni simili, ha detto, sarebbe motivo di seria inquietudine: pur riconoscendo errori commessi dagli Stati Uniti, ne ha evidenziato anche i contributi positivi nelle relazioni globali.

La questione delle primarie e le scelte per il 2024

Riferendosi al dibattito interno al Partito Democratico americano, Clooney ha ammesso rammarico per l’assenza di una competizione pienamente aperta per la selezione del candidato alle presidenziali del 2024. Ha spiegato di aver firmato un appello perché si svolgessero le primarie, un passo che secondo lui sarebbe stato importante per la legittimazione della scelta politica. Ha anche riconosciuto di aver accettato, con piena consapevolezza, i rischi della sua posizione pubblica.

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Il set e i diritti degli attori

Nel corso della conversazione è emerso il tema dei diritti sul lavoro nel cinema. Clooney ha ricordato gli abusi che, soprattutto agli esordi della sua carriera, erano più frequenti: registi e produttori che alzavano la voce, e un trattamento spesso peggiore riservato alle attrici. Ha citato il caso Weinstein come spartiacque e ha affermato di vedere, oggi, segnali di cambiamento sul modo in cui si lavora sui set.

Ha infine espresso fiducia nella nuova generazione, sperando che i giovani corrano ai ripari rispetto agli errori delle precedenti: un invito implicito a responsabilità e impegno civile.

  • Dove: Palazzetto dello Sport, Cuneo — evento della Fondazione Crc.
  • Chi: George Clooney, intervistato da Mia Ceran, davanti a 3.000 studenti.
  • Temi principali: politica americana, ruolo della NATO, primarie 2024, diritti sul set e miglioramenti post-Weinstein.
  • Messaggio: necessità di limiti nel discorso pubblico e fiducia nella nuova generazione per correggere gli errori passati.

Perché questa apparizione conta oggi: quando una figura con grande visibilità internazionale parla a tanti giovani in maniera diretta, il messaggio supera il puro gossip e entra nel campo del dibattito civico. Le sue parole non solo commentano eventi politici, ma sottolineano la responsabilità collettiva nel preservare istituzioni e norme che influiscono sulla sicurezza e sulla democrazia.

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