Disponibile su RaiPlay, «Signor Faletti» esplora le numerose sfaccettature di una figura poliedrica che ha toccato vari ambiti dell’arte
Giorgio Faletti (1950 – 2014): il documentario «Signor Faletti» è dedicato all’attore, comico, musicista e scrittore
Non perdete «Signor Faletti», realizzato da Michele Truglio e Alessandro Galluzzi (Rai3 e RaiPlay). A undici anni dalla sua morte, il documentario usa interviste esclusive, filmati privati mai visti prima, immagini d’archivio e racconti di amici e colleghi per narrare la vita del comico, cantante, scrittore, paroliere, attore e musicista.
Passando dal cabaret alla televisione, dalla musica alla letteratura, Faletti ha esplorato i più vari ambiti artistici, conquistando il cuore di generazioni di spettatori e lettori. «Giorgio aveva uno spirito giovanile: amava sperimentare nuove aree e sentirsi sempre all’inizio — dice la moglie dalla loro casa all’Isola d’Elba —, e quando sentiva di aver esaurito le possibilità in una forma d’arte, era spinto a cercare nuove sfide».
«Era dotato di un sottile umorismo tipico di Asti» afferma Paolo Conte, che parla anche della sua canzone «Signor Tenente», vincitrice del premio della critica a Sanremo: «Non era una canzone di protesta convenzionale, era qualcosa di più». E quanta affezione nelle parole dell’amico e critico Massimo Cotto!
L’eccezionale talento e abilità di Giorgio Faletti si manifestavano nella sua versatilità artistica e nella capacità di reinventarsi con successo in diversi ambiti, dalla comicità alla musica, dalla scrittura alla recitazione, fino alla pittura: Vito Catozzo e Carlino in «Drive in», cantante al Festival, scrittore di successo nel 2002 con Io uccido, tradotto in 35 lingue.
Proprio il giorno del lancio del suo libro, lo scrittore fu colpito da un ictus che lo tenne in ospedale per due mesi. Ha anche lasciato un segno nel cinema con una memorabile interpretazione nel film Notte prima degli esami.
La sua carriera è stata anche caratterizzata da una sensibilità unica, da numerosi e spesso sorprendenti cambi di direzione, sempre affrontati con intelligenza e delicatezza. Questo lo ha reso un «funambolo dell’arte», capace di muoversi tra generi e linguaggi diversi mantenendo sempre uno stile distintivo e di qualità.
Credo che il più bel tributo alla sua memoria sia l’intitolazione della prestigiosa biblioteca di Asti, ora denominata «Biblioteca Astense Giorgio Faletti».
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Giulia Moretti, esperta dei mondi culturali e del cinema, condivide approfondimenti esclusivi sulle celebrità e sui retroscena dello spettacolo italiano.
