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Laerte Pappalardo confessa: “Anoressia post-Isola dei Famosi, ricoverato a 51 kg”

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Di Giulia Moretti

Laerte Pappalardo: «Dopo l'Isola dei Famosi ho sofferto di anoressia. Mangiavo una scatoletta di tonno e una mela al giorno, sono arrivato a 51 chili e mi hanno ricoverato in ospedale»

Durante un’intervista con Caterina Balivo nel programma “La Volta Buona”, l’ex coniuge di Selvaggia Lucarelli, ha condiviso il racconto della sua lotta contro l’anoressia e come è riuscito a superarla, spinto anche da un ultimatum del suo dottore.

Laerte Pappalardo (Youtube)

Per due anni Laerte Pappalardo ha sopravvissuto a una scatoletta di tonno e una mela al giorno. «Sono caduto in un circolo vizioso terribile, l’anoressia», ha rivelato Laerte Pappalardo durante il programma “La Volta Buona“, raccontando di come questa condizione abbia dominato la sua vita per cinque anni dopo aver partecipato all’Isola dei Famosi nel 2011. «Non è una storia che molti conoscono, perché all’epoca i social non erano così diffusi. Dopo l’Isola, il medico mi aveva avvertito di non abbuffarmi subito per evitare problemi digestivi. Ero dimagrito da 71 a 54 chili, e nonostante il grave calo, mi vedevo bene».

Questa confessione ha sorpreso gli ospiti e la stessa conduttrice Caterina Balivo, che ha chiesto più volte a Pappalardo se fosse serio nel dire che gli piaceva il suo aspetto, ricevendo sempre una risposta affermativa. «Il problema è che all’inizio il corpo brucia grassi e ti senti energico, ma poi inizi a soffrire di varie complicazioni e entri in una spirale pericolosa. Pensavo che l’anoressia colpisse solo le donne, ma non è così», ha spiegato Laerte, ora 49enne.

«Non seguivo il metodo tipico dell’anoressico che mangia e poi vomita, io direttamente non mangiavo. Per due anni la mia dieta è stata una scatoletta di tonno e una mela, solo 270 calorie al giorno. Conosco ogni tipo di grasso presente negli alimenti, e andare al supermercato era un incubo continuo», ha confessato Pappalardo, ex marito di Selvaggia Lucarelli e padre di Leon. Ha poi descritto la distorsione della percezione corporea tipica di questa malattia: «Quando le persone mi dicevano che stavo meglio, internamente mi sentivo peggio perché mi vedevo sempre grasso allo specchio».

La sua discesa personale verso l’inferno è stata interrotta solo dalla bilancia. «Sono arrivato a pesare 51 chili, poi ho avuto un’ascite addominale improvvisa, un accumulo di liquido dovuto alla mia eccessiva magrezza. Ero ossessionato dal fare sport per bruciare calorie, ma è una lotta mentale, dura e grave. Ci ho messo cinque anni per guarire», ha continuato Laerte, lamentando anche il fastidio causato dalla preoccupazione crescente delle persone intorno a lui. La svolta è arrivata quando la sua dottoressa gli ha dato un ultimatum.

«Mi ha detto: “Se non inizi a mangiare, dovremo alimentarti con le flebo”. Ho rifiutato perché detesto aghi e medicinali. Allora mi ha fatto notare un uomo di 92 anni dicendomi che rispetto a me sembrava giovane. Mi ha chiesto se volevo vedere mio figlio crescere, quindi dovevo iniziare a mangiare”. E così ho fatto, superando la malattia con grande forza di volontà», ha concluso Pappalardo, ricevendo sia sostegno che critiche sui social per la sua apertura su un argomento così delicato e personale.

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