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Le gemelle Kessler: il sogno “proibito” che ha incantato l’Italia degli anni ’60!

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Di Giulia Moretti

Le gemelle Kessler, un sogno «proibito» nell'Italia degli anni Sessanta

Le gemelle Kessler fecero la loro comparsa sulla televisione italiana nel 1961, diventando presto un simbolo di fascino e seduzione per il pubblico del Paese.

Le gemelle Kessler, scomparse il lunedì 17 novembre nella loro abitazione di Gruenwald, in Germania, hanno lasciato un’impronta indelebile nel panorama televisivo italiano, grazie anche ai talenti di Guido Sacerdote, un farmacista di Alba trasformatosi in impresario, e Antonello Falqui, regista visionario che le trasformò in icone di glamour. Senza questi incontri, forse le gemelle sarebbero rimaste solo ballerine di fila.

Mentre l’Italia celebrava il centenario dell’unificazione con l’evento “Italia 61” a Torino, il pubblico italiano veniva stregato da Ellen e Alice Kessler e dalla loro performance nel famoso “Da-da-un-pa”.

Falqui, dopo un soggiorno negli Stati Uniti, era tornato in Italia con l’idea di rinnovare il linguaggio dello spettacolo televisivo, eliminando le scenografie opulente a favore di spazi più essenziali e moderni.

Questo stile permetteva alle telecamere di “Studio 1” di mettere in risalto le movenze e le lunghe gambe delle ballerine, tra cui spiccavano quelle delle Kessler.

Per molti, le gemelle Kessler furono l’emblema del “proibito”, introducendo nella cultura popolare italiana una nuova libertà espressiva legata al corpo e alla sua rappresentazione, nonostante le polemiche sui loro costumi di scena, spesso oggetto di censura.

Nonostante le voci e le leggende, come quella che le vedeva protagoniste di un “delitto dei mutandoni” che avrebbe coinvolto persino figure ecclesiastiche, la loro immagine rimaneva quella di icone di eleganza e raffinatezza.

Negli anni successivi, le gemelle Kessler continuarono a godere di grande popolarità, partecipando a programmi di successo come “La prova del nove” e “Canzonissima”, ottenendo contratti sempre più vantaggiosi.

Tuttavia, verso la fine degli anni ’60, l’immagine “irreprensibile” delle gemelle iniziò a essere percepita come troppo artificiosa per un pubblico che cercava un’immagine femminile più spontanea e meno controllata.

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