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Manto Conquista gli USA: Il Lusso Discreto del Made in Italy che Fa Tendenza!

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Di Federico D'Angelo

Manto, il lusso discreto del Made in Italy che va forte negli States

La Rivoluzione del Made in Italy di Manto Conquista gli USA

Un distintivo tessuto jacquard raffigurante la mappa dell’Italia sulla tasca interna diventa il simbolo del brand. Questo dettaglio non è solo estetico, ma rappresenta la filosofia di un autentico e tracciabile Made in Italy.

Presentata recentemente al Pitti Uomo, la collezione SS26 di Manto esprime un’estate che gioca sull’equilibrio di forma e leggerezza, utilizzando materiali pregiati e volumi controllati. I design sono minimali ma eleganti, con ogni dettaglio che aggiunge significato e ogni tessuto che porta con sé una propria narrazione.

Manto è un brand relativamente nuovo, apparso per la prima volta nel gennaio 2016. Sebbene sia più popolare negli Stati Uniti che in Italia, mantiene forti legami con il suo paese d’origine. L’azienda ha sede a Mantova, il cui nome risuona con quello del brand.

Le Origini e la Filosofia di Manto

«Manto deriva da “mantello”, il primo tipo di capospalla nella storia, ma gioca anche con l’espressione man to man, poiché crediamo in un rapporto diretto e genuino con i nostri clienti», spiega Antonella Arpaia, co-fondatrice insieme a Elisa Bosi e Luca Testa.

Eleganza senza sforzo, lusso disinvolto, e vera italianità: sono questi i segreti del successo?
«La nostra missione è valorizzare la creatività e l’artigianato italiano, una qualità che viene particolarmente apprezzata all’estero. A Mantova gestiamo logistica, controllo qualità e ufficio prodotti, ma per la realizzazione ci affidiamo a numerosi laboratori distribuiti in tutta Italia. I nostri prodotti sono durevoli e pensati per essere indossati attraverso diverse stagioni, ben lontani dalla logica del fast fashion».

Quindi, non producete direttamente?
«La nostra gamma è vasta e varia nei materiali, che vanno dalla pelle al cachemire al jersey. Cerchiamo specialisti specifici per ogni materiale, poiché ogni tessuto richiede una conoscenza e una tecnica di trattamento particolare».

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È possibile ancora innovare nel guardaroba maschile, tradizionalmente meno “creativo” di quello femminile?
«L’uomo moderno cerca sempre novità, in termini di colori, tessuti e forme. È una ricerca di cambiamento continuo».

Descrizione della nuova collezione presentata a Pitti.
«La nostra proposta è casual chic, non trovate giacche formali, ma stili più rilassati e raffinati, estremamente versatili. La SS26 fonde ricerca, matericità e durabilità».

Dettagli su Colori, Materiali e Caratteristiche Distintive

Colori, materiali, dettagli?
«I materiali includono jersey di cotone-seta tinto in capo, lana-seta super leggera, lino e cachemire al 100%, anche per l’estate. Utilizziamo anche pelli estremamente leggere, a volte bicolore. La palette di colori è delicata ma decisa, con toni di menta, lilla, azzurro, beige, marrone e blu, e un tocco di verde smeraldo evidente in un giubbotto e in un audace impermeabile reversibile (chiamato Soffio), in lana super fine e seta, morbido come il cachemire e idrorepellente».

I capi iconici?
«La giacca-camicia in pelle o in cachemire per l’inverno è un nostro tratto distintivo. Identificativa e funzionale. Poi abbiamo la giacca reversibile, da un lato blazer e dall’altro field jacket, in lino, tessuto tecnico perforato, cotone-lino piquet, tono su tono per un look elegante. Non manca la giacca biker in suede ultra-leggero, con un taglio moderno e un’anima urbana, e la giacca safari in tessuto leggero con un esclusivo disegno ispirato ai fiori di loto, simbolo di rinascita e armonia».

Il principale mercato di riferimento?
«Attualmente è l’America, dove il nostro stile e il Made in Italy, uniti al concetto di lusso discreto, riscuotono grande successo. Stiamo crescendo anche in Asia, in particolare in Corea, e abbiamo recentemente avviato una partnership in Canada, un mercato promettente».

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E riguardo ai dazi annunciati da Trump?
«Attendiamo l’inizio di luglio per comprendere meglio le misure che verranno adottate. È un problema che riguarda tutti, e abbiamo già assistito a un aumento dei prezzi. È difficile prevedere le decisioni di Trump, pensando per esempio al settore vitivinicolo con i container di vino fermi da settimane».

Showroom e espansione?
«Abbiamo showroom a New York, Seul e Tokyo, e anche a Milano. Proprio qui, stiamo pianificando di aumentare la nostra presenza nel mercato italiano con una strategia di sviluppo nazionale».

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