Accoglienza » News » Maysoon dopo 12 mesi di detenzione pesa solo 36 kg: La sua ricerca di un rifugio sicuro.

Maysoon dopo 12 mesi di detenzione pesa solo 36 kg: La sua ricerca di un rifugio sicuro.

Foto dell'autore

Di Elio Ferri Elio

Maysoon: “Dopo 12 mesi di detenzione di me restano 36 chili. Sono qui per trovare un posto sicuro”

La militante curdo-iraniana, detenuta per dieci mesi con l’accusa di essere una scafista, si esprime pubblicamente per la prima volta. “Qual è il crimine di chi attraversa il mare?”

“La prima sensazione quando si arriva in un paese democratico è la libertà. Sono venuta qui in cerca di sicurezza”. Non si trattava di un convegno come quelli a cui ha partecipato per anni tra l’Iran e il Kurdistan che l’hanno resa nemica del regime degli ayatollah, ma Maysoon Majidi ha finalmente potuto parlare davanti a un pubblico numeroso. Parla ora come donna che ha riconquistato la libertà: le accuse contro di lei sono state smontate in tribunale, che ha prontamente riconosciuto la sua innocenza e l’ha liberata. “Chi cerca asilo politico – afferma – non ha avuto una vita facile nel proprio paese, e per questa ragione merita di essere trattato con più rispetto e senza pregiudizi”.

Il Comune di Catanzaro ha messo a disposizione l’aula per l’iniziativa “In Calabria nessuno è straniero”, che rappresenta “un obiettivo e una battaglia che anima la nostra amministrazione”, ha enfatizzato il presidente del consiglio comunale Gianmichele Bosco. “Si creano etichette come ‘scafisti’ per criminalizzare individui come Maysoon che stanno semplicemente cercando di fuggire, e con queste politiche governative vengono trasformati in pericolosi criminali”.

“Il disegno mi ha aiutato a resistere”: i disegni di Maysoon dall’interno del carcere, detenuta per dieci mesi come ‘scafista’


Dopo dieci mesi di detenzione, “di me – spiega l’attivista, che sembra smarrita nei suoi abiti – rimangono 36 chili e 600 grammi“. Non ha recuperato peso da quando è stata liberata, e i mesi di sciopero della fame, durante i quali ha perso oltre sedici chili, non sono facili da recuperare. Ma era necessario protestare, racconta, “perché non mi è stata data nemmeno la possibilità di raccontare la mia storia. Non ho mai incontrato un interprete. Non potevo parlare con i miei familiari. Ho intrapreso il viaggio con mio fratello e non ho potuto parlare con lui per due mesi. Non sapevo nulla di nessuno”.

Leggi anche  Migranti in Albania: 5 su 7 richieste di asilo respinte! Domani il verdetto del Tribunale.

“L’Italia ha combattuto il fascismo, dia la libertà a mia nipote che si è ribellata agli ayatollah”. L’appello dello zio di Maysoon, la regista detenuta come scafista


In quel vuoto totale, per mesi Maysoon Majidi si è sentita perduta. “Sono una rifugiata, sono venuta qui in cerca di sicurezza. Ho lasciato il mio paese – proclama – perché rischiavo la vita, per questo ho chiesto l’asilo politico”. E chiede rispetto e comprensione per tutti coloro che, come lei, sono costretti a lasciare la propria casa e il proprio paese, non certo per scelta. “Le ragioni delle richieste d’asilo sono diverse: la paura, la persecuzione politica, l’appartenenza a certi partiti politici, la religione, l’appartenenza a gruppi sociali diversi e minoranze etniche”. Chi cerca aiuto o protezione, prosegue, “forse è stato perseguitato o ha rischiato torture, prigionia e morte per questioni ideologiche, di genere, razza, lingua, nazionalità ed etnia”.

Si fugge per la paura di morire, spiega Maysoon, si fugge anche sapendo che a bordo delle imbarcazioni che attraversano il mare si rischia la vita. Sopravvivere al mare non significa la fine dell’incubo: sa di non essere l’unica a essere finita in carcere a causa di un sistema di norme che trasforma anche chi ha guidato una piccola barca in un trafficante, diventando così oggetto di indagini spesso affrettate. “Ci sono persone che all’arrivo vengono messe in prigione senza che gli si faccia neanche una domanda. Quali crimini hanno commesso? Crimini contro la pace, crimini di guerra o contro l’umanità?”. Volevano solo trovare un luogo sicuro.

Leggi anche  Scuola in Crisi: Aggressioni a Docenti e Presidi Ogni 2 Giorni! Emergenza Violenza in Aula

Articoli simili

Valuta questo articolo
Condividi questo articolo :

Lascia un commento