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Moda e Architettura si Fondono: Scopri il Mondo di Galtrucco e le Sue Stoffe Uniche!

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Di Federico D'Angelo

Tessuti, moda, architettura: Galtrucco, questione di stoffa

In esposizione a Milano: un’intesa conversazione tra moda storica e design contemporaneo

Apparentemente non è più di un espositore di riviste, eretto vicino a una parete. Un elemento dall’aspetto semplice, essenziale. Osservando questa fotografia, si potrebbe facilmente trascurarla. Tuttavia, il suo significato è tutt’altro che banale. Quel modesto supporto, dall’aspetto anonimo, custodiva in realtà idee rivoluzionarie: era un espositore di figurini. Lo scatto risale al 1949, presso il negozio Galtrucco in piazza Duomo a Milano, un nome allora celebre nel settore tessile e oggi al centro di una mostra molto dettagliata presso Palazzo Morando, situato in via Sant’Andrea, cuore pulsante della moda milanese. La mostra si intitola Galtrucco. Tessuti Moda Architettura ed è curata da Alessandra Coppa, Margherita Rosina ed Enrica Morini. Aperta gratuitamente dal martedì alla domenica (dalle 10 alle 17:30), sarà visitabile fino al 15 giugno.

La rassegna mira a ricostruire un periodo fondamentale nella storia del tessuto italiano. L’epopea di Galtrucco, simbolo di qualità e raffinatezza, è esplorata attraverso un dialogo intenso tra tessuti, vetrine storiche e spazi commerciali progettati da artisti e designer. Il percorso espositivo è organizzato cronologicamente, iniziando dagli anni Venti, passando attraverso il periodo difficile della guerra e arrivando all’ebbrezza del boom economico, proseguendo fino agli albori del nuovo millennio. La mostra è divisa in due sezioni principali: una dedicata alle strategie di comunicazione di Galtrucco, con una profusione di negozi e vetrine, pubblicità innovative e ricche di fascino; l’altra interamente focalizzata sui tessuti presentati nei negozi. Le boutique Galtrucco erano note per la loro originalità, per l’arredamento, per le strutture e, soprattutto, per le loro vetrine tematiche, rapidamente diventate un segno distintivo, “riconoscibili a prima vista”. Le vetrine del dopoguerra erano particolarmente scenografiche, ospitando tessuti drappeggiati per un effetto visivo di squisita eleganza. Accanto ai tessuti, erano esposti anche figurini (l’archivio Galtrucco ne conserva 299), pronti per un “utilizzo sartoriale” immediato. Negli anni Settanta, poi, spazio ai capi pronti da indossare, simbolo di una nuova praticità. Molti noti architetti furono coinvolti nella progettazione dei negozi Galtrucco, ciascuno trasformato in un vero e proprio “salotto d’autore”, con decorazioni di grafica d’arte e ceramiche di pregio. L’ultimo di questi negozi fu inaugurato nel 1981 in via Montenapoleone.

La mostra di Palazzo Morando presenta una varietà di materiali. La documentazione originale comprende fotografie, disegni, progetti e pezzi d’epoca, alcuni dei quali fanno parte dell’Archivio Galtrucco. La seconda parte dell’esposizione è particolarmente attraente, con pagine di campionari che mostrano tessuti di alta qualità e bellezza, dalle sete stampate alle lane cardate, e tirelle originali.

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Da non perdere l’organza di seta del 1981, presentata in quattro varianti di colore. Gli abiti, realizzati con tessuti Galtrucco in vari modelli, si distinguono per la loro eleganza. Esempi di stile includono l’abito da sera lungo del 1932-33 della Sartoria Robiolio di Torino; il completo di giacca, corpetto e gonna del 1963 della Sartoria milanese Martell; il Frac del 1937; il Marucelli con bolero e stola del 1956. Inoltre, modelli di Krizia, Chloé e Armani dal 1970 in poi, che testimoniano la collaborazione di Galtrucco con diversi marchi di prêt-à-porter. Una straordinaria avventura creativa che affascina e incuriosisce, ora celebrata in una mostra che si propone di rievocare gli anni e il lavoro di un marchio che continua a vivere nell’immaginario collettivo.

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