Introduzione al Progetto di Moda per Migranti e Rifugiati
Un gruppo selezionato di quindici giovani, tra migranti e rifugiati con aspirazioni nel settore della moda, avrà l’opportunità di partecipare a un programma di formazione specifico per essere integrati nelle prestigiose realtà del made in Italy. Questa iniziativa è stata lanciata dalla Camera Nazionale della Moda in occasione della «Giornata Mondiale del Rifugiato». Il progetto, denominato Fashion Deserves the World, rientra nelle attività riconosciute dall’Unesco dell’UNHCR, l’agenzia che si impegna nella salvaguardia e nel supporto a persone sfollate e apolidi. Il programma verrà gestito con il supporto di Mygrant, una start-up che fornisce ai migranti accesso a corsi di micro-learning in tre diverse lingue. Carlo Capasa, presidente della CNMI, prevede che nei prossimi tre-quattro anni, a causa dei pensionamenti, ci sarà bisogno di oltre 40 mila nuovi posti di lavoro nel settore, ruoli che potrebbero essere ricoperti anche grazie al contributo di migranti e rifugiati.
Un Calendario di Moda sempre più Multietnico
Il panorama della moda sta diventando sempre più inclusivo e multietnico, come dimostrano le crescenti presenze di stilisti di colore nei calendari degli eventi. Un esempio è Fabrice Moyo, originario di Johannesburg, che ha presentato online la sua Germinal Collection per il marchio Franc Elis. La collezione esplora una trasformazione innovativa delle camicie da pijama in eleganti giacche. Durante la sfilata digitale, la telecamera ha offerto uno sguardo approfondito alle complesse tecniche sartoriali e ai dettagli dei tessuti in lino, arricchiti da intricati motivi tribali, gli stessi che caratterizzano le vivaci camicie indossate dallo stilista, riconoscibile per i suoi capelli biondi.
Tokyo James e la Fusione di Etnico e Occidentale
Un’altra figura emergente nel panorama della moda etnica occidentalizzata è Tokyo James, un designer anglo-nigeriano che sta guadagnando attenzione per le sue proposte innovative. Nella sua ultima sfilata digitale, ha sapientemente combinato il pizzo con pattern camouflage, creando un interessante dialogo visivo. Notabili sono stati i tessuti bianchi lavorati a traforo con motivi tribali geometrici, che hanno dato vita a una nuova categoria di pizzi multietnici, adatti anche all’abbigliamento maschile. Particolare menzione meritano le sue borse, che, gonfie e divertenti, ricordano nella forma delle zucche o delle mongolfiere, da lui ribattezzate «mondolfiere», in un gioco di parole che sottolinea la tematica multietnica.
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Federico D’Angelo, specialista del benessere e delle tendenze moderne, offre consigli pratici per uno stile di vita equilibrato e ispiratore, adatto alle sfide quotidiane.
