Accoglienza » Spettacolo » Samuel rivela: Techno e anti-capitalismo nel suo disco solista! Già al lavoro con i Subsonica.

Samuel rivela: Techno e anti-capitalismo nel suo disco solista! Già al lavoro con i Subsonica.

Foto dell'autore

Di Giulia Moretti

Samuel: «Nel mio disco solista la musica techno e il capitalismo fallito. E sono già al lavoro con i Subsonica»

Il cantautore presenta il suo nuovo lavoro «Maree»

Nel mondo della musica techno, i testi e le parole spesso passano in secondo piano. Non è necessario riflettere troppo, poiché ciò che conta è il movimento del corpo e il pulsare dei bassi. Con «Maree», Samuel Romano, leader dei Subsonica e ora al suo terzo album da solista, cerca di stimolare sia il corpo che la mente. «Anche se nella musica dance la voce può essere vista come un disturbo — scherza — per me è essenziale unire l’influenza di De André, che ascoltavo da piccolo, con l’elettronica che ho scoperto da adolescente con i sampler».

Nelle sue nuove tracce, Samuel combina i ritmi serrati e gli strumenti elettronici con testi che riflettono una profonda introspezione personale e un’analisi critica della società, similmente a un cantautore degli anni ’70. «Dopo anni di esplorazione elettronica con i Subsonica e Motel Connection, tra il 2016 e il 2017 con “Il codice della bellezza” e l’esperienza di Sanremo, ho esplorato un lato più pop e personale. Durante la pandemia, con il mio secondo album, ho preso una direzione più intima e cantautorale. Più recentemente, sono ritornato ai dj set e ho compreso che il mio lavoro consiste nel dare voce, attraverso l’elettronica, al desiderio di esprimersi, permettendomi di condividere esperienze più personali».

Uno dei momenti più intimi è «Tamburo», un brano che evoca il Mediterraneo e narra di amore materno: «La scomparsa di mia madre è avvenuta durante la produzione del disco. Quando le persone care se ne vanno, rimangono i ricordi, e ho capito che il ritmo è ciò che mi ha trasmesso». «Sogno padano» offre invece uno spaccato crudele della contemporaneità. «Viaggiando per le province con i miei dj set, ho notato come ci siamo impoveriti esteticamente. Il sogno del capitalismo si è concluso in modo fallimentare, rendendo tutto più brutto. La corsa ossessiva al capitale è contrapposta da una significativa mancanza emotiva e umana. La depressione diffusa tra i giovani è un segno di una società che ha preso una direzione sbagliata». Anche la guerra è considerata uno di questi errori. «Preghiera» ci presenta la prospettiva di chi vive sotto le bombe. «Il fallimento del capitalismo si manifesta anche qui. Le guerre sono condotte per affari, per vendere armi, e questo è più evidente oggi di quanto non lo fosse in passato».

Leggi anche  Johnson Righeira: "Vamos a la playa, la mia pensione d'oro: La separazione da Michael, tra superficialità e profondità"

La discoteca non è solo un luogo di ritmo. «Corrente elettrica» è il ricordo di una notte trascorsa a Riccione. «Le discoteche che si riempivano ogni sabato sera con 2-3 mila persone ora chiudono, diventando cimiteri nelle periferie. La necessità di incontrarsi e ballare si è trasformata in grandi festival di musica elettronica o in piccoli eventi che ritornano a una dimensione più autentica». Per Samuel è un’estate divisa tra la produzione del nuovo disco con i Subsonica («Abbiamo sentito la necessità di ritrovarci in studio. Non era pianificato») e il tour. «Oltre ai dj set, ho dei live set in cui canto dal vivo e mixo techno con il basso e il synth di Ale Bavo, il sax di Paolo Parpaglione, mentre Anita High Files gestisce le visualizzazioni». Il titolo «Maree»? «Il disco è stato concepito a Venezia, in un attico con vista sul campanile di San Marco. Le maree scandiscono il tempo e trasformano la città. Da circa 4-5 anni vivo lì durante la primavera e l’estate. Venezia ha inventato il turismo nel 1700, ma ora è necessario ricreare attività e spazi per i veneziani per non lasciarla morire a causa degli affitti brevi».

Articoli simili

Valuta questo articolo
Condividi questo articolo :

Lascia un commento