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Spiagge da Seychelles tra Corsica e Sardegna: la tendenza per l’estate

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Di Federico D'Angelo

In cerca di idee per le vostre vacanze estive? Ve ne diamo una noi: tra Corsica e Sardegna ci sono le “Seychelles del Mediterraneo”

Non serve attraversare l’oceano per imbattersi in scogli granitici circondati da acque limpidissime: a pochi chilometri dalla punta meridionale della Corsica si apre un arcipelago che richiama per colori e forme i paesaggi tropicali. Le Isole Lavezzi sono oggi una destinazione da considerare con attenzione: protezione ambientale e fluttuazioni del traffico marittimo ne determinano accessibilità e esperienza.

Si arriva in barca e spesso il primo effetto è di stupore silenzioso: il motore rallenta, la costa si avvicina e ci si trova davanti a blocchi di granito levigati e baie dalle sfumature insolite per il Mediterraneo. Ma qui non troverete servizi turistici diffusi: quel che colpisce è la natura quasi incontaminata.

Una geografia densa di contrasti

Le Lavezzi si trovano nella Riserva naturale delle Bocche di Bonifacio, a poco più di dieci chilometri a sud di Bonifacio, nella parte più meridionale della Corsica. L’isola principale, chiamata comunemente Lavezzu, è un insieme di massi modellati dal vento e dal mare che offrono scorci teatrali e calette raccolte.

Il paragone con le isole dell’Oceano Indiano nasce dalla combinazione di granito e acqua trasparente, ma il carattere è diverso: qui manca l’infrastruttura da villaggio turistico, prevale una bellezza più severa e meno “addomesticata”.

Come si vive una giornata sulle isole

Le strutture commerciali sono quasi assenti: niente ristoranti, pochi servizi, e acqua potabile da portare con sé. Questo vincolo è parte integrante della tutela del luogo; i visitatori sono tenuti a non lasciare rifiuti e a rispettare i divieti previsti dalla riserva.

Le insenature hanno carattere molto diverso l’una dall’altra: alcune appaiono come piscine naturali di sabbia chiara, altre sono più rocciose e ideali per lo snorkeling. Spostarsi a piedi significa percorrere sentieri esposti, con viste che abbracciano sia la Corsica che, in giornate limpide, la Sardegna all’orizzonte.

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Un percorso da non trascurare conduce ai resti del naufragio della fregata La Sémillante (1855), dove il ricordo delle vite perdute si mescola alla geografia dell’isola.

Mare, fondali e regole della riserva

Le acque intorno alle Lavezzi sono protette: pesca subacquea, ancoraggi non autorizzati e raccolta di conchiglie sono vietati. Questo ha effetti concreti sull’ecosistema: i fondali mostrano vaste praterie di posidonia, banchi di pesci e popolazioni stabili di grandi serranidi in punti particolarmente tutelati.

Per chi pratica snorkeling basta una maschera per imbattersi in una vita marina colorata; i sub esperti trovano nella secca di Mérouville relitti di interesse e grandi cernie. L’esperienza in acqua qui è tanto più apprezzabile perché il divieto di alcuni usi ha preservato la fauna e la flora locali.

Quando andare e cosa tenere a mente

Il periodo più favorevole va dalla fine di maggio a settembre, con punte di piacevolezza a giugno e all’inizio di settembre, quando la luce è morbida e la folla meno densa. Tuttavia il vento di maestrale può influenzare fortemente gli spostamenti: traversate vengono cancellate se il mare è agitato, quindi conviene verificare le previsioni e le comunicazioni degli operatori il giorno prima della partenza.

  • Cosa portare: acqua in abbondanza, protezione solare, scarpe da scoglio, borsa per i rifiuti personali.
  • Regole essenziali: niente raccolta di fauna o flora, ancoraggi solo in punti autorizzati, rispetto dei divieti della riserva.
  • Periodo consigliato: fine maggio–settembre; preferire tragitti mattutini o tardo pomeriggio per evitare la maggiore affluenza estiva.
  • Punti di accesso: Bonifacio (circa 30 minuti di navigazione), alternative da Porto-Vecchio e partenze giornaliere dalla Sardegna settentrionale.
  • Dove immergersi: baie sabbiose per lo snorkeling; secca di Mérouville per immersioni certificate.

Come organizzare il viaggio

Il modo più semplice per raggiungere le Lavezzi è imbarcarsi a Bonifacio: escursioni giornaliere e tour in barca partono regolarmente, con traversate brevi quando il mare lo permette. Da Porto-Vecchio partono itinerari più estesi che possono includere altre tappe nell’arcipelago delle Bocche di Bonifacio.

Dalla Sardegna sono disponibili collegamenti da Santa Teresa di Gallura e da Palau; molte proposte combinano la visita alle Lavezzi con la Maddalena per chi vuole un itinerario di più giorni senza troppi spostamenti logistici.

La pianificazione è importante: posti limitati sulle barche nelle giornate di maggior afflusso e possibili cancellazioni per maltempo rendono utile prenotare con anticipo e controllare aggiornamenti meteo e regolamenti della riserva.

Visitare le Isole Lavezzi significa scegliere un’esperienza di natura protetta più che una vacanza “all inclusive”: se lo scopo è osservare un Mediterraneo ancora in buona salute e camminare su scogli scolpiti dal vento, l’arcipelago ripaga con paesaggi intensi e una sensazione di isolamento non artificiale.

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