Oggi, 25 novembre, si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Durante il weekend, manifestazioni hanno visto la partecipazione di 150 mila persone a Roma, e nel pomeriggio altre città italiane si sono animate. È stata una giornata cruciale anche sul fronte legale: è stata richiesta la condanna all’ergastolo per Filippo Turetta, che ha confessato l’omicidio della sua ex ragazza Giulia Cecchettin. Inoltre, Alessandro Impagnatiello è stato condannato all’ergastolo in primo grado per l’uccisione di Giulia Tramontano.
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Corteo a Milano, ‘disarmiamo il patriarcato’
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Gino Cecchettin: “La vita è sacra, rispettate le donne”
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Meloni: “Mi diranno razzista, ma le violenze sessuali aumentano con gli immigrati”
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Elena Cecchettin: “Se un giorno toccherà a me, chiamatelo patriarcato”
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Femminicidio Tramontano, Impagnatiello condannato all’ergastolo
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Femminicidio Giulia Cecchettin, il pm: “Condannate all’ergastolo Filippo Turetta”
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Salvini: “No ipocrisie, incide l’immigrazione non controllata”
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Mattarella: “Violenza non ha giustificazioni, numeri allarmanti”
Corteo a Milano, ‘disarmiamo il patriarcato’
È partito da piazza Oberdan, a Milano, il corteo organizzato da “Non una di meno” in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Alla testa del corteo, a cui stanno partecipando migliaia di persone – soprattutto donne, ma anche tanti uomini e moltissimi studenti – lo striscione “Disarmiamo il patriarcato”.
Il corteo è diretto verso piazza Cinque giornate e sono previsti diversi flash mob lungo il percorso.
Meloni in Cdm: “Politica unita su violenza contro le donne”
Nel contrasto della violenza contro le donne “siamo determinati a dare vita ad una grande svolta culturale, donne e uomini insieme, alleati, affinché si possa davvero dire: mai più. La politica ha già saputo dare in più occasioni un segnale di unità e mi auguro che si possa continuare su questa strada, al di là delle differenze e oltre gli steccati ideologici. Perché sulle soluzioni ci si può confrontare e anche scontrare, ma su un obiettivo come questo non ci possiamo dividere”. Lo ha detto, a quanto si apprende, la premier Giorgia Meloni in apertura del Consiglio dei ministri.
“Oggi è 25 novembre, e ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. La violenza sulle donne è un fenomeno complesso – ha esordito la presidente del Consiglio in Cdm -, che si manifesta in mille forme e comincia in mille modi. Il femminicidio è il suo volto più estremo e brutale, ma sono tanti i modi in cui si manifesta. Le cronache ci raccontano ogni giorno storie drammatiche e descrivono una realtà, pur nel lieve calo di femminicidi rispetto allo scorso anno, che deve spingerci a fare sempre di più e a non abbassare mai la guardia”, ha esortato Meloni.
“La lotta alla violenza contro le donne è una priorità del Governo. Abbiamo aumentato i fondi per i centri anti-violenza e le case rifugio. Li abbiamo quasi raddoppiati, portandoli a livelli mai visti prima. Abbiamo reso strutturale il cosiddetto ‘reddito di libertà’, e abbiamo fatto in modo che fosse compatibile con altre misure di sostegno al reddito. Abbiamo investito in campagne di sensibilizzazione attraverso la cultura, lo sport e le scuole. Abbiamo promosso la conoscenza del 1522, il numero della Presidenza del Consiglio a disposizione delle vittime di violenza e stalking”
A Bologna il corteo di Non Una Di Meno
Il movimento di Non Una Di Meno sfila in corteo partendo da piazza VIII Agosto al grido di “Disarmare il patriarcato”.
Palermo, mille persone al corteo contro la violenza sulle donne
Oltre mille persone hanno partecipato alla manifestazione contro la violenza sulle donne, organizzata dall’Istituto comprensivo Giuliana Saladino. Studentesse e studenti, docenti e familiari hanno dato vita a un lungo serpentone che ha collegato tutti i plessi scolastici, attraversando le vie del quartiere CEP – San Giovanni Apostolo. Lo dice lo stesso Istituto. Canti, performance artistiche, cartelloni e slogan hanno caratterizzato la manifestazione che è stata sostenuta da tante persone che si sono affacciate dalle finestre e dai balconi. “L’azione della scuola è fondamentale per contrastare la violenza di genere ed anche per prevenire ogni forma di prevaricazione – sottolinea Giusto Catania, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Giuliana Saladino – oggi abbiamo fatto un importante giorno di scuola, forse la più significativa lezione dell’intero anno scolastico”.
Roma, bruciati pezzi di una panchina rossa
Alcuni pezzi di una panchina rossa danneggiata lo scorso anno all’università La Sapienza di Roma sono stati bruciati dalle studentesse prima della partenza del corteo all’interno della città universitaria organizzato dai collettivi delle facoltà, Zaum e Aracne “per un’università transfemminista e contro la violenza di genere”. “Siamo il grido altissimo e feroce di tutte quelle donne che più non hanno voce”, uno dei cori scanditi più volte dai manifestanti. E ancora: “per ogni donna stuprata e offesa siamo tutte parte lesa”. Cori anche contro il governo. “Manifestiamo all’interno della città universitaria perché è teatro di discriminazioni e violenza di genere; perché non è ancora accessibile la carriera alias; perché professori machisti e violenti non vengono allontanati”, tra le motivazioni elencate dalle studentesse prima di partire in corteo tra i viali della città universitaria.
Corteo transfemminista esce dalla Sapienza a Roma
Il corteo transfemminista alla Sapienza è uscito dalla città universitaria per dirigersi al Policlinico Umberto I percorrendo viale regina Elena per “chiedere che ci sia davvero un Centro antiviolenza, un percorso funzionante, che non veniamo più prese in giro”. Le manifestanti, dopo aver trovato un cordone di polizia davanti all’ingresso del pronto soccorso pediatrico, hanno deciso di proseguire fino agli ingressi della fermata B del policlinico.
Piantedosi: “In Italia 4. 677 Braccialetti anti stalking”
“In tema di braccialetti elettronici tengo ad evidenziare come l’Italia registri un uso massiccio di tali dispositivi, in particolare proprio per i casi di anti stalking. Sono 4.677 Su 10.458 E si tratta di cifre molto superiori rispetto ad altri paesi. Una sfida operativa importante per le nostre forze di polizia”. Cosi il ministro degli interni, matteo piantedosi, in collegamento con il convengo “la regione lazio per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne”.
Uccise Noemi Durini, appello della madre a Nordio: “Stop permessi premio, frequenta altra ragazza”
“Lo Stato dovrebbe garantire una giustizia che sia concreta per la sicurezza delle donne e delle famiglie e non concedere autori di tali fatti criminosi benefici e permessi premio. Ci troviamo di fronte ai familiari delle vittime che vivono il vero ergastolo nella vita, e gli assassini liberi dopo pochi anni, proprio come è accaduto a Lucio Marzo. Basta permessi premio a chi commette femminicidio, anche se minorenne”. LEGGI L’ARTICOLO
Femminicidi, quello che vediamo e quello che non vogliamo vedere
“Si è sentita male e è andata giù per le scale”. Rosa D’Ascenzo, 70 anni, viene portata in ospedale già morta dal marito, dove i medici non credono al suo racconto. L’uomo viene arrestato: l’avrebbe uccisa con una padella presa in cucina. È stato descritto come “dispotico e violento, dalla personalità inquietante; viveva in una condizione di totale isolamento dal resto del mondo, litigando spesso con la moglie, cui impediva di uscire di casa”. Il patriarcato esiste? LEGGI L’ARTICOLO
