Un doppio anniversario segna quest’anno per un’icona del cinema rivoluzionario sovietico e per il film che, suo malgrado, ne ha rilanciato la fama.
“La Corazzata Potemkin” celebra il suo centenario e si rinnova il dibattito se il lavoro del regista sovietico Sergej Eizenstein sia «un’assurdità colossale». In diverse località italiane, l’anniversario è stato o sarà presto commemorato con proiezioni speciali. Curiosamente, “La Corazzata Potemkin” raggiunge i cento anni nello stesso momento in cui si celebrano i 50 anni dalla prima di “Fantozzi”, il film che ha contribuito a una nuova vita e notorietà al capolavoro di Eizenstein, almeno in Italia.
Il film debuttò nei cinema dell’epoca Unione Sovietica nel dicembre del 1925 (la première fu al teatro Bolshoi di Mosca) ma le celebrazioni hanno preso il via ben prima. Milano ha incluso il film nella rassegna di cinema muto di febbraio; nuove proiezioni hanno trovato spazio a Bolzano, Lodi, Emilia e Torino (qui il Museo del cinema ha presentato nuovamente il manifesto originale del film). Varese ha optato per un doppio evento Potemkin-Fantozzi, programmando due proiezioni a distanza di pochi giorni l’una dall’altra. È probabile che i fan del ragioniere Ugo non si lasceranno sfuggire queste occasioni in tutta Italia.
“La Corazzata Potemkin” fu realizzata in occasione del ventesimo anniversario della rivolta dei marinai di Odessa, evento considerato il preludio dell’assalto al Palazzo d’Inverno e della rivoluzione bolscevica. Il film è muto e la sua durata varia tra i 67 e gli 80 minuti, a seconda delle versioni. Alcune delle sue scene sono diventate iconiche, in particolare quella in cui i soldati sparano sulla folla sulla scalinata di Odessa. Nell’Expo del 1958, è stato nominato il «film più bello della storia» ed è frequentemente incluso nelle liste dei «100 film più belli di sempre»; per esempio, è settimo nella classifica del British Film Institute o di Villagevoice.
Tuttavia, il grande pubblico ha scoperto “La Corazzata Potemkin” grazie a Paolo Villaggio. Bisogna precisare che l’episodio degli impiegati costretti a guardare il film la sera in cui l’Italia giocava una partita decisiva per la qualificazione ai Mondiali di calcio contro l’Inghilterra non appartiene a “Fantozzi” del 1975, ma al suo sequel realizzato l’anno successivo. In quella scena, l’ingegnere cinefilo Riccardelli convoca i dipendenti proprio durante la partita; al termine della proiezione, Fantozzi esclama: «Per me la Corazzata Potemkin è una ca… pazzesca!» Quel giudizio è seguito da «90 minuti di applausi» e da allora il film non è più riuscito a liberarsi di quella etichetta.
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Giulia Moretti, esperta dei mondi culturali e del cinema, condivide approfondimenti esclusivi sulle celebrità e sui retroscena dello spettacolo italiano.
