Arrivano con valigie piene di strumenti e materiali, portatori dei loro sapienti movimenti, caratterizzati da agilità e precisione. Questo è il savoir-faire, l’arte di cucire con il punto sella una borsa Kelly o plasmare un paio di guanti. La pazienza nel creare il nuovo orologio Hermès H08 o nel montare i diamanti su un bracciale Chaîne d’ancre. Sono dieci gli artigiani coinvolti. Ieri erano a Copenaghen, oggi si trovano a Torino. È qui che, a partire da giovedì 19 maggio, Hermès organizza Hermès in the making, un evento che va oltre una semplice mostra, invitando il pubblico a conoscere i suoi artigiani e a esplorare il modello sostenibile del marchio. Questa opportunità è unica per l’Italia e si svolge solo a Torino, rendendolo un evento prezioso per avvicinarsi a un brand spesso considerato inaccessibile per la maggior parte delle persone.
L’invito si diffonde attraverso i tram, ora vestiti con la grafica dell’evento, che circolano nel centro città da alcuni giorni. “Venite, venite!” sembrano annunciare. Da lunedì, anche un enorme cartellone verrà esposto in piazza Vittorio, attirando l’attenzione dei passanti come una calamita.
Per realizzare un evento di tale portata (con migliaia di visitatori previsti), sono necessari grandi spazi. Questi spazi devono essere in grado di accogliere un ambiente aperto e conviviale, in linea con lo spirito dell’evento “open”: ingresso gratuito per tutti, incluse le conferenze e i laboratori. La scelta è caduta sulle Ogr di Corso Castelfidardo 22. Per Francesca Di Carrobio, che è venuta a fare un sopralluogo, è stato amore a prima vista. Una “felice coincidenza” dato che questo luogo, originariamente destinato alla manutenzione di vagoni e locomotive, condivide molte affinità con Hermès, un’azienda per cui il recupero è essenziale. “La patina del tempo” rappresenta il vero lusso per la griffe. Ma le Ogr sono state scelte anche per la loro “freschezza”, un ambiente giovane e incentrato sulla socialità.
Gli artigiani maestri sono le vere star dell’evento. Tra di loro, il sellaio che assembla la sella “Vivace”, l’artigiano che decora i bordi dei piatti in porcellana bianca con il motivo “Fauves de nuit”, l’incastonatore di gemme preziose e chi lavora il cuoio. Disposti lungo percorsi immaginari che riflettono i temi cari alla maison, gli artigiani si esibiscono dal vivo, mostrando i vari passaggi del loro lavoro, rivelando segreti del mestiere e condividendo il loro senso di orgoglio e appartenenza a un marchio che crea oggetti desiderati destinati a durare nel tempo, acquisendo fascino man mano che invecchiano e si trasmettono di generazione in generazione. L’usura non è mai stata così chic. In modo spontaneo e senza filtri, i “maestri” rispondono a domande e curiosità: quando e come hanno iniziato? Qual è la parte più complicata? Quante ore sono necessarie per realizzare una borsa Kelly? Tutto in francese, naturalmente, ma al loro fianco c’è sempre qualcuno pronto a tradurre simultaneamente, superando così la barriera linguistica.
Preparatevi a un’esperienza immersiva, un lusso a portata di mano. Al centro della mostra, le animazioni interattive (come la composizione musicale con gli strumenti del cuoio, la colorazione e le associazioni olfattive) e le proiezioni cinematografiche dei film della serie Empreintes sur le monde di Frédéric Laffont, che illustrano il legame unico di Hermès con lo sviluppo sostenibile. E se questo non bastasse, è possibile iscriversi ai laboratori didattici (della durata di circa 45 minuti, con posti limitati) per sperimentare il punto sellaio, la stampa sulla seta e altre attività manuali, affiancando i “maestri”, ciascuno esperto nella propria specialità.
Creare guanti può sembrare semplice, ma richiede ventidue passaggi per ottenere il prodotto finito (ancora oggi si utilizza il taglia-sagome “a mano di ferro”, inventato nel XIX secolo, per ritagliare la forma esatta di ogni dito). Circa quaranta pezzi di pelle sono necessari per realizzare una Kelly: tutte le borse, fatte a mano, nascono in Francia, dove dal 2020 è stato inaugurato mediamente un atelier di pelletteria all’anno per sostenere la crescita di questo mestiere. E poi ci sono i foulard, il famoso carré, quel quadrato di seta 90×90 che dal 1937 è considerato un cult da collezione: padroneggiare la sua tecnica di stampa serigrafica richiede tre anni, due dei quali sotto la supervisione attenta di un tutor.
Per immergersi nel mondo di Hermès in the making è necessario registrarsi su https://www.hermes.com/it/it/story/290172-hermes-in-the-making/. Lo stesso vale per partecipare ai laboratori. La mostra è aperta giovedì 19 maggio dalle 16 alle 20; dal 20 al 29 maggio dalle 12 alle 20. Chiuso lunedì 23. Dopo Torino, l’evento continuerà il suo tour, facendo tappa in altre città del mondo nel 2022.
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Federico D’Angelo, specialista del benessere e delle tendenze moderne, offre consigli pratici per uno stile di vita equilibrato e ispiratore, adatto alle sfide quotidiane.
