La Rivoluzione della Borsa nella Storia e nella Cultura
Margaret Thatcher non è stata solo una figura politica influente, ma ha anche dato origine a un termine particolare: handbagging. Questo termine si riferisce all’atto di sopraffare o criticare qualcuno, un gesto che l’Iron Lady simboleggiava posizionando fermamente la sua borsa sul tavolo, segnando la fine di ogni discussione.
La borsa, quindi, va oltre il semplice accessorio: è un simbolo di potere e identità, come ci illustra Lucia Savi, una curatrice italiana trentenne della mostra Bags: Inside Out. Questa esposizione, che si terrà al V&A di Londra dal 25 aprile fino a gennaio 2021 e sponsorizzata da Mulberry, presenterà oltre 300 pezzi, dalla borsa Asprey di Thatcher ai modelli di diverse epoche, non disposti cronologicamente ma secondo tematiche e influenze culturali. “Abbiamo stereotipi riguardo le borse, ma in realtà sono utilizzate sia da donne che da uomini. La vita moderna richiede di portare con sé oggetti come computer o attrezzature sportive”, spiega Savi, evidenziando come le borse siano diventate un elemento trasversale anche nel guardaroba maschile.
Le borse esposte includono pezzi storici come la valigetta rossa di Winston Churchill o la sacca che Elisabetta I usava per portare il suo sigillo. “Le borse hanno una doppia essenza: sono private perché contengono oggetti personali, ma anche pubbliche poiché vengono esibite”, aggiunge Savi.
Ogni Epoca un Design
La mostra Bags: Inside Out esplora il ruolo delle borse nella società e come questo ha influenzato il loro design attraverso i secoli. È affascinante vedere come i cambiamenti nei mezzi di trasporto abbiano modificato le esigenze di viaggio, passando dai grandi bauli degli inizi del XX secolo ai più pratici bagagli a mano.
La sezione delle borse come simboli di status è particolarmente interessante. Spiccano pezzi iconici come la baguette di Fendi resa celebre da Sarah Jessica Parker in Sex and the City e la prima Birkin, creata nel 1984 da Jean-Louis Dumas di Hermès per l’attrice Jane Birkin. Questa sezione include anche le it bags come quelle di Louis Vuitton, progettate da Marc Jacobs e amate da celebrità come Paris Hilton e Kim Kardashian nei primi anni 2000.
“Negli anni ’90, quando gli stilisti iniziarono a dedicare borse alle loro muse, queste divennero non solo funzionali ma veri e propri oggetti di culto, capaci di comunicare messaggi significativi”, osserva Savi. La mostra non trascura neanche l’aspetto produttivo delle borse, dall’ideazione al prodotto finito, evidenziando come anche i design più stravaganti mantengano sempre una funzionalità.
In un’epoca orientata verso la sostenibilità, la mostra guarda anche al futuro, con stilisti che esplorano materiali innovativi ed eco-compatibili, come gli zaini di Stella McCartney realizzati riciclando plastica degli oceani o le creazioni di Elvis & Kresse che riutilizzano manichette antincendio.
In conclusione, la borsa non è solo un accessorio, ma un investimento, un simbolo di status e un mezzo per esprimere messaggi personali e culturali. Una buona scusa per giustificare il prezzo di una borsa che potrebbe superare quello di una bicicletta, come sottolinea Nicolas Orlowski di Artcurial.
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Federico D’Angelo, specialista del benessere e delle tendenze moderne, offre consigli pratici per uno stile di vita equilibrato e ispiratore, adatto alle sfide quotidiane.
